La terra torna a tremare in Centro Italia

L'arcivescovo di Spoleto Norcia Renato Boccardo in visita ai terremotati
Foto: Diocesi di Spoleto Norcia
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La terra torna a tremare. Nel tardo pomeriggio e nella serata di mercoledì 26 ottobre 2016 due fortissime scosse di terremoto si sono registrate tra le Marche e l’Umbria, con epicentro tra Castelsantangelo sul Nera, frazione di Ussita, e il Comune di Preci. La prima scossa è stata di magnitudo di 5,4, la seconda di 5,9.

Non ci sono vittime solo qualche ferito.  Le persone sono scese nelle strade, le vie di comunicazione sono interrotte, alcuni paesi isolati, le linee telefoniche fuori uso. La pioggia naturalmente complica ogni intervento. Ingenti i danni alle case e agli edifici-simbolo di queste comunità. Il patrimonio artistico religioso, fulcro da secoli della fede delle popolazioni della Valle Castoriana, è seriamente compromesso: si è letteralmente sbriciolata la bellissima chiesa di S. Salvatore a Campi di Norcia le cui immagini stanno facendo il giro d’Italia; il rosone e parte della facciata dell’Abbazia di S. Eutizio sono crollati; danni seri anche alla facciata della chiesa della Madonna delle Grazie a Norcia.

Da subito vicini alla gente i parroci, don Luciano Avenati dell’ Abbazia di S. Eutizio e don Marco Rufini di Norcia, che sono in costante contatto con l’arcivescovo mons. Renato Boccardo impegnato in questi giorni fuori Diocesi. «Mentre si stava lentamente superando la paura e ritrovando la speranza dopo il terremoto del 24 agosto u.s. – afferma telefonicamente mons. Boccardo - nuove e intense scosse hanno interessato il nostro territorio. È ancora una volta gravissima la ferita al patrimonio di arte e di fede delle nostre valli. Ma la solidarietà ricevuta in questi due mesi da ogni parte d’Italia e non solo ci dice che non siamo soli e ci aiuta a continuare con forza il cammino della ricostruzione morale e materiale. La Chiesa, infine, rinnova la sua collaborazione agli Enti competenti affinché la gente così duramente provata possa riprendere presto la vita normale».

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