L'arcivescovo di Bari Cacucci, la città è pronta nella sinodalità per accogliere il Papa

A colloquio con l'arcivescovo in preparazione dell'evento Mediterraneo frontiera di Pace

Monsignor Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto
Foto: Foto: Alexey Gotovskiy/CNA
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Fare memoria del passato per affrontare le sfide odierne e costruire un futuro di pace: è questo il senso di ‘Mediterraneo, frontiera di pace’, l’evento di riflessione e spiritualità che si terrà a Bari dal 19 al 23 febbraio con la conclusione insieme a Papa Francesco. 

Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, ha sottolineato che il cammino non poteva che partire da Bari, che ha “una vocazione antica che risale alla figura di San Nicola, il santo dell’Oriente e dell’Occidente, traslato da Mira a Bari nel 1087 e quindi da quel momento diventato il santo universale più venerato al mondo”.

All' aricivescovo di Bari  abbiamo chiesto di raccontarci la preparazione della città a questo incontro, che sarà concluso da Papa Francesco con la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “La Città e l’Arcidiocesi vivono questo nuovo evento, in continuità con quello del 7 luglio 2018, quando il Santo Padre ha pregato e invocato la pace per il Medio Oriente assieme ai Patriarchi e ai Capi delle Chiese cattoliche, ortodosse ed evangeliche di quella regione.

Bari è porta di pace sul Mediterraneo, perché è ponte tra Occidente e Oriente?

"Certamente la scelta di Papa Francesco di tornare a Bari il 23 febbraio ci riempie di gioia. Ospitarlo insieme a tutti i vescovi del Mediterraneo, che saranno a Bari dal 19 al 23 febbraio, ci aiuterà a ricordare che la nostra storia e soprattutto il nostro futuro sono fatti di pace, di dialogo, di speranza, di accoglienza. Bari si sta preparando - non solo a livello ‘organizzativo’ che vede riunite in armoniosa sinergia tante realtà la CEI, la Diocesi, la Regione Puglia, il Comune e le altre realtà istituzionali presenti nel Capoluogo – ma anche e soprattutto con la preghiera e l’approfondimento del tema”.

In quale modo le Chiese possono trovare la sinodalità intorno al tema dell’incontro?

“Il cardinale Bassetti ha già affermato che questa sarà ‘un’assise unica nel suo genere, promossa dalla Chiesa italiana; un incontro basato sull’ascolto e sul discernimento comunitario; soprattutto, un incontro che, valorizzando il metodo sinodale, si prefigge di compiere un piccolo passo verso la promozione di una cultura del dialogo e verso la costruzione della pace in Europa e in tutto il bacino del Mare Nostrum’. Sinodalità intesa allora come un incontro fraterno di Vescovi, chiamati a riflettere e discernere i segni dei tempi. Le ‘Chiese del Mediterraneo’, già ricche di molteplici tradizioni liturgiche, spirituali, ecclesiali,avvertono la necessità di confrontarsi sul cammino di pace in un contesto allarmante”.

Come proporre una cultura del dialogo per la pace nel Mediterraneo?

“Voglio ancora una volta riprendere una significativa affermazione del Presidente della CEI: ‘Con questa iniziativa... la Chiesa italiana ha deciso di non unirsi al coro dei profeti di sventura, per riconoscere invece che qualcosa di nuovo può e deve nascere anche nell’area mediterranea. Un segno fin troppo eloquente è dato dalla testimonianza dei tanti martiri mediterranei di ieri e di oggi: costituiscono il trionfo dell’amore sull’odio, del dialogo sul fondamentalismo, della giustizia sull’iniquità’.

E’ proprio così: la cultura del dialogo ci impegna a trovare e percorrere strade di amore, di dialogo, di giustizia. La Chiesa intende proporre e farsi portatrice di un impegno di pace, fatto di ascolto, di solidarietà, di aiuto vicendevole, di accoglienza”.

San Nicola può diventare l’elemento unitario per un Mediterraneo ‘frontiera di pace’?

“San Nicola è il santo ecumenico per eccellenza, il santo universale. Gli eventi che hanno coinvolto Bari in questi ultimi anni sono legati alla sua figura, a partire dalla traslazione temporanea di una reliquia di san Nicola da Bari a Mosca e a San Pietroburgo nel 2017. Poi la scelta di Bari da parte di papa Francesco per l’incontro ecumenico del 7 luglio 2018. Questa volta la scelta è stata della Chiesa italiana. Già, in passato, san Giovanni Paolo II disse che Bari e la Puglia devono ricordare che la loro vocazione è verso il Mediterraneo e l’Africa. Questa intuizione profetica indica qualcosa di più profondo di un fatto episodico”.

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