L’arcivescovo di Catania chiede un’agenzia di stampa cattolica siciliana

L'arcivescovo di Catania Gristina
Foto: pd
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Creare un progetto mediatico in sinergia con l'Ufficio stampa della Conferenza episcopale siciliana (C.E.Si) volto a realizzare un’agenzia di stampa cattolica da adibire alla raccolta e alla diffusione di notizie, per la formazione e la crescita di giovani giornalisti.

È l’invito principale che mons. Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania e presidente della CESi, ha rivolto alla delegazione siciliana dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (Ucsi) guidata dal presidente regionale Domenico Interdonato, dal consulente ecclesiastico don Paolo Buttiglieri e da una significativa rappresentanza nazionale e regionale dell’Ucsi.

Non si è trattato, dunque, del classico incontro di rappresentanza, con saluti e benedizioni varie, ma di un momento concreto – forse per certi versi inaspettato – di dialogo e confronto.

Alcune premesse erano già contenute nel discorso pronunciato dal consulente ecclesiastico dell’Ucsi don Paolo Buttiglieri, che nel salutare il Presidente dell’episcopato siciliano ha ricordato la necessità di "rinsaldare lo spirito di comunione con le Chiese di Sicilia, rifocalizzare gli intenti della missione Ucsi all’interno delle associazioni laicali voluti dalla Conferenza Episcopale Italiana, crescere nella testimonianza cristiana e nello svolgimento del lavoro di giornalista credibile e testimone".

Anche nel suo discorso, Domenico Interdonato – giornalista messinese da pochi mesi presidente dell’Ucsi siciliano – ha illustrato alcune priorità, per le quali l’Ucsi in Sicilia intende giocarsi fino in fondo. "Dobbiamo diventare punto di riferimento – precisa Interdonato – nella vita sociale e culturale per accogliere nuove adesioni all’interno dell’Ucsi, con l’apertura di altre sedi diocesane soprattutto nella Sicilia Occidentale". Nell’ottica di un giornalismo cattolico – che non cede il passo alla mondanizzazione dell’informazione, alle notizie spettacolo o ad altri surrogati di falsa comunicazione sociale – l’Ucsi siciliano guarda alla professionalità e alla responsabilità del giornalista, invitandolo, si legge in un recente documento approvato dall’Ucsi siciliano, ad "annunciare e comunicare, rivelare e farsi comprendere, nel rispetto della verità e della dignità della persona. Così l’Ucsi resta fedele a sé stessa e continua a essere presente attivamente nella vita della Chiesa e della società e a contribuire a formare i propri soci come giornalisti responsabili e testimoni".

"La comunicazione – affermava Papa Francesco in occasione della 50ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali – ha il potere di creare ponti, di favorire l’incontro e l’inclusione, arricchendo così la società. […] Le parole possono gettare ponti tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, i popoli. E questo sia nell’ambiente fisico sia in quello digitale".

Oggi, la realtà digitale è certamente un luogo di incontro, dove però – ricorda ancora Papa Francesco – "si può accarezzare o ferire, avere una discussione proficua o un linciaggio morale". Una maggiore apertura al dialogo, la lettura della realtà – ispirata ai capisaldi della Dottrina sociale e del Magistero della Chiesa (considerati un pesante fardello in alcuni ambiti del giornalismo cattolico) – possono fare la differenza. Una scommessa che, ancora una volta, l’Ucsi ha deciso di abbracciare e di non lasciare in pasto al qualunquismo mediatico, oggi tanto di moda.

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