L’Arcivescovo di Cracovia visita la “Giusta tra le nazioni” che compie cento anni

L’arcivescovo di Cracovia Marek Jędraszewski ha visitato Maria Nowak che il 22 gennaio ha compiuto cento anni. Nel 1995 la signora Nowak ha ricevuto la Medaglia “Giusti tra le Nazioni”

L'Arcivescovo Jedraszewski con Maria Nowak
Foto: Arcidiocesi di Cracovia
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L’arcivescovo di Cracovia Marek Jędraszewski ha visitato Maria Nowak che il 22 gennaio ha compiuto cento anni. Nel 1995 la signora Nowak ha ricevuto la Medaglia “Giusti tra le Nazioni” assegnatale dall'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme. Il giorno della visita dell’arcivescovo Maria celebrava il centenario del suo battesimo. Maria Nowak, dalla famiglia Bożek, è nata nel 1920 e dopo essersi diplomata al liceo nel 1938, iniziò a studiare matematica all'Università Jagellonica. Nell'ottobre del 1942, aiutò a fuggire dal ghetto di Cracovia ed avere i documenti falsi la sua amica dal liceo, Helena Goldstein. In pratica Maria Bożek ha dato alla sua amica la propria “identità ariana”. In occasione del centesimo compleanno, la signora ha ricevuto la medaglia polacca dell’indipendenza. "I polacchi che salvarono gli ebrei sono eroi della Polonia allo stesso modo di coloro che la difesero dall'aggressione e combatterono per la sua liberazione dal dominio di regimi disumani e totalitari" - ha scritto il presidente Andrzej Duda in quella occasione. "Vorrei esprimere il mio profondo rispetto e il massimo apprezzamento per lo straordinario coraggio ed eroismo che Maria Nowak ha dimostrato salvando la sua compagna di scuola Helena Goldstein dallo sterminio. In qualità di Presidente della Repubblica di Polonia a nome dell'intera nazione polacca, oggi la ringrazio per questa meravigliosa testimonianza di solidarietà umana: i legami interpersonali si sono dimostrati più forti del terrore e dei crimini commessi su ebrei e polacchi dalla Germania nazista " - ha scritto il presidente.

Va ricordato che l'aggressione della Polonia da parte della Germania di Hitler che iniziò il 1 ° settembre 1939 era finalizzata allo sterminio della nazione polacca per colonizzare le sue terre e la loro annessione nel Terzo Reich. Durante l'occupazione tedesca la gente veniva forzatamente spostata, arrestata durante le retate e ammazzata. Successivamente, cominciò un vero e proprio sterminio della popolazione polacca ed ebraica. Durante i secoli la Polonia fu uno dei Paesi più accoglienti per gli ebrei perciò prima della Seconda Guerra Mondiale gli ebrei erano circa 3,5 milioni, il 10% della popolazione polacca. Quando i tedeschi decisero di “eliminare” gli ebrei in Europa (“la soluzione finale”), nelle aree occupate della Polonia furono creati dai tedeschi campi di sterminio per gli ebrei, tra cui il famigerato il campo di sterminio di Auschwitz. La tragedia degli ebrei suscitò una reazione dei polacchi: una vera campagna di aiuto condotta dalle organizzazioni e associazioni clandestine, tra cui il Consiglio per gli aiuti agli ebrei detto "Żegota" (1942) ma anche della semplice gente che aiutava i vicini. Va sottolineato che gli occupanti introdussero soltanto in Polonia una legge che puniva per qualsiasi aiuto dato agli ebrei con la pena di morte. Ma anche se rischiavano la propria vita i polacchi salvarono tantissimi ebrei. Per questo motivo i polacchi sono il gruppo nazionale più numeroso tra le persone alle quali è stata conferita dell’onorificenza “Giusti tra le Nazioni” (6706 persone).

La fornitura dei falsi documenti era una delle forme d’aiuto agli ebrei. Tali documenti permettevano loro di fuggire dai Paesi occupati dai tedeschi. Recentemente si è scoperto che il console polacco a Berna (Svizzera) Konstatny Rokicki preparò più di mille falsi passaporti del Paraguay per gli ebrei che in questo modo potevano scappare dall’olocausto. 

Quando celebriamo “La Giornata della Memoria” che quest’anno coincide con il 75 ° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, bisogna ricordare questi veri eroi dell’umanità, tra quelli Maria Nowak, centenaria “Giusta tra le nazioni”.

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