L'arcivescovo ucraino Shevchuk chiede ai giovani responsabilità nel voto di domenica

L'arcivescovo Maggiore di Kiev Shevchuk con i giovani
Foto: Segretariato dell'Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč
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Le vicende politiche dell’ Ucraina si intrecciano necessariamente con la religione.

Ed è per questo che alla vigilia di un atteso voto presidenziale, nella Domenica delle Palme secondo il calendario giuliano che tradizionalmente è dedicata alle Giornate della Gioventù a livello locale, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo e padre della Chiesa Greco Cattolica Ucraina ha invitato i giovani alla responsabilità nel voto.

Il tema del messaggio è “Gesù ci ha liberato per la libertà”.

E la libertà, scrive sua Beatitudine, è quello che “i giovani ucraini vogliono di più secondo i recenti sondaggi”, ma la vuole anche la maggior parte della popolazione, un segno che “dopo decenni di prigionia e sanguinoso terrore comunista, lo spirito di amore per la libertà dei nostri antenati si è risvegliato, ed è uno spirito che nessun nemico può rompere o estinguere”.

Sua Beatitudine guarda agli eventi di piazza Maidan del 2013,  dove, scrive, “difendemmeno il nostro diritto di fare bene in libertà, di vivere nella libertà della terra che Dio ci ha dato”.

Sua Beatitudine Sviatoslav spiega che, entrando a Gerusalemme nella Domenica delle Palme, Gesù ci porta la buona notizia che dà libertà, e ha dato la sua vita sulla croce per la nostra liberazione e libertà, e ci ha chiamati a crescere in libertà, che significa anche crescere nelle responsabilità.

Ma certo “La vera libertà – ammonisce Sua Beatitudine Sviatoslav – non è possibile senza responsabilità”, perché la libertà senza responsabilità “diventa una forza distruttiva e cieca” che “distrugge il bene presente e mette in dubbio il domani personale e nazionale”.

Da qui, il messaggio ai giovani: il Vangelo ci insegna a scegliere con maturità e responsabilità, “mettendoci dalla parte della verità, della bontà, della giustizia, contrastando le manipolazioni, la propaganda e le vuote promesse di un futuro spensiero e facile”.

Invece – nota sua Beatitudine – “la storia della salvezza ci mostra che il percorso dalla schiavitù alla libertà è difficile e lungo, si deve percorrere giorno dopo giorno, pazientemente”.

Il capo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina richiama perciò i criteri che il suo predecessor, il Cardinale Lubomyr Husar, aveva delineato per valutare i candidati: professionalità, integrità, patriottismo.

Un appello poi contro l’astensionismo: “siate responsabili per il futuro della nazione in cui risiedete, non abbiate paura di raggiungere il successo e servire ai più alti livelli della società e così essere motivo di orgoglio per la vostra nazione e la vostra Chiesa”.

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