Santa Faustina: le opere di misericordia, un cammino giubilare

Il santuario di Cracovia dove è sepolta Santa Faustina
Foto: www.faustyna.pl
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Nel messaggio per la Quaresima in queesto anno della misericordia Papa Francesco chiede che si riscoprano le "opere di misericordia" sia spirituali che corporali. Ne abbiamo parlato con il Penitenziere maggiore, il cardinale Mauro Piacenza

Le opere di misericordia spirituale e corporale: quelle corporali le conosciamo un po’ tutti, quelle spirituali sarebbe il caso di rileggerle perché le conosciamo meno. Ce n’è proprio una riguardo la confessione, quella di ammonire i peccatori. Ai nostri orecchi moderni suona un po’ strano…

"È quello che nelle comunità è sempre stato chiamato anche come la correzione fraterna. Questo è molto importante perché naturalmente è difficile perché bisogna saperlo dire, saper fare. C’è chi ha il compito specifico, tutti gli educatori hanno questo compito. Direi che è una delle espressioni maggiori di carità, anche perché è molto più difficile per la persona che deve esercitarlo. Quindi studiare il carattere della persona che va corretta, il momento, la situazione, eccetera. Però direi ci interpella tutti, anche perché a monte di questa difficoltà sta anche il fatto di opporre troppo nella opinione comune verità e carità, dovere e dolcezza, legge e misericordia. Invece sono tutti elementi che vanno coniugati.

Quando si sente dire: più che una mamma sono una amica, vuol dire che sei una pessima amica, perché tu se sei mamma devi essere mamma. La mamma è sempre amica, è la più grande amica dei figli e il papà ugualmente. E così il sacerdote deve essere il papà ovviamente della sua comunità, ma proprio per esercitare la sua paternità deve saper ammonire quando è il momento giusto per ammonire".

Perché non basta celebrare il Giubileo a casa, perché è bene recarsi ad una porta Santa? Questa sarà l’occasione per riscoprire Faustina Kowalska e i testi di Giovanni Paolo II?

"E' chiaro che una persona malata, un infermo, un carcerato in un altro senso, impossibilitati … e si fa quello che la misericordia di Dio attraverso la Chiesa consiglia a chi rimane a casa.

Il pellegrinaggio invece, l’andare, implica un movimento, mi alzo e vado, quindi la mia volontà si impegna particolarmente. E poi il senso del pellegrinaggio è un senso biblico, un senso teologico, un senso ecclesiologico perché l’indole della Chiesa, come ci ricorda molto bene la Lumen Gentium, il documento del Vaticano II sulla Chiesa, è peregrinante, quindi noi siamo in pellegrinaggio, la vita è un pellegrinaggio verso la vita eterna. Io cammino non so per quanto il Signore mi darà questa possibilità, in un nuovo anno, non sappiamo quanto tempo avremo a disposizione per grazia di Dio. Allora andare mi aiuta a pensare: la mia vita è un pellegrinaggio. Anzi, ci vado con questo senso. Sarebbe da consigliare quando parto da casa di fare un momento di riflessione, o tre righe di lettura, per avere questo spirito. Mentre vado rumino un po’ dentro tutto questo.

E poi avere il senso della Chiesa anche della comunità non soltanto come atto privato. Posso passare la Porta Santa anche in un momento in cui non c’è nessuno, ma nella mia mente ci deve essere sempre questa coscienza ecclesiale. Sono fasciato anche nella preghiera di tante persone e devo pensare anche ai miei fratelli che sono in Paradiso, ai santi che sono i nostri più grandi amici, e alle anime del Purgatorio, che sono nostre amiche perché non possono volere altro che il nostro bene e noi faremmo molto bene a ricordarle.

E poi lei diceva che è un modo di ricordare Santa Faustina! Io allargo le braccia quando sento questo perché mi si allarga il cuore e quindi devo allargare anche le braccia. Questa figura bellissima che ha avuto il privilegio di ascoltare direttamente, quasi cuore a cuore, quello che il Signore ha detto di meraviglia della Misericordia. E parlando di misericordia il Signore le ha fatto capire benissimo, e vivere drammaticamente, se si legge bene il messaggio del Gesù misericordioso e il diario di Santa Faustina si comprende bene il senso del peccato, l’orrore del peccato, e la bellezza della vita di grazia e la misericordia infinita di Dio che si china su qualsiasi tipo di peccato.

E poi Giovanni Paolo II, certo questo grande pontefice che ha cominciato il suo pontificato con lo spalancare le porte.  Ecco lo spalancare la porta santa della Chiesa in sé e per sé, e che ha dedicato una intera enciclica proprio alla misericordia. Dovremmo forse rileggerla, insieme alla bolla di Papa Francesco, e con il Diario di Santa Faustina, questo potrebbe essere un impegno che potremmo prenderci un po’ tutti: leggerli o rileggerli fruttuosamente.

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