Le prediche di Padre Cantalamessa, la ipocrisia si combatte con la semplicità

Padre Cantalamessa predica nella Cappella Redemptorios Mater del Palazzo Apostolico
Foto: Vatican Media
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Cosa sono ipocrisia e doppiezza? Papa Francesco ne parla spesso e oggi il predicatore della Casa pontificia Padre Raniero Cantalamessa ha iniziato la prima predica di Quaresima per la curia romana con questo tema:la lotta alla ipocrisia.

Tutto parte dal concetto di purezza che sono la rettitudine delle intenzioni e la purezza dei costumi, gli opposti sono dl’ipocrisia e l’abuso della sessualità.

Come riportato dal sito www.vaticanews.va Padre Cantalamessa spiega: “Il peccato impuro non fa vedere il volto di Dio, o, se lo fa vedere, lo fa vedere tutto deformato” e “ Il peccato suscita nel cuore dell'uomo, un sordo rancore contro Dio, al punto che, se dipendesse da lui, vorrebbe che Dio non esistesse affatto”.

Ma la purezza come rettitudine delle intenzioni  sono il cuore della riflessione del cappuccino: “È sorprendente quanto il peccato d’ipocrisia, il più denunciato da Gesù nei Vangeli, entri poco nei nostri ordinari esami di coscienza”. Eppure “l’ipocrisia è in gran parte vinta, nel momento che è riconosciuta”. Importante dunque riconoscerla, capire che ciascuno di noi è come avesse una doppia vita: una vera e una immaginaria, cioè ciò che noi o gli altri pensano di noi. E quanto ci occupa costruire questa seconda vita, osserva.

E l’ipocrisia dice “è fare della vita un teatro in cui si recita per un pubblico; è indossare una maschera, cessare di essere persona per diventare personaggio. E c'è una grande differenza tra persona e personaggio. Il personaggio è la corruzione della persona. La persona è un volto, il personaggio è una maschera. La persona è nudità radicale, il personaggio è tutto abbigliamento, tutto trucco. La persona è l’autenticità e l’essenzialità, il personaggio è finzione e artificio. La persona ubbidisce a delle convinzioni, il personaggio recita un copione”.

Quali i rimedi ? E’ necessario giorno per giorno utilizzare un’arma, “quella della rettificazione dell’intenzione. Perchè è l’intenzione della volontà, non il sentimento naturale, ciò che fa la differenza agli occhi di Dio. E suggerisce un atteggiamento preciso: “Se l’ipocrisia consiste nel mostrare anche il bene che non si fa, un rimedio efficace per contrastare questa tendenza è nascondere, a volte, anche il bene che si fa”. E rilegge la Bibbia e la vita dei santi: ”quella della semplicità è una delle conquiste più ardue e più belle del cammino spirituale e dunque vale la pena impegnarsi in essa". 

La conclusione è appunto nell’invito alle lettura della Scrittura in particolare il salmo 139.

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