Le Stazioni quaresimali, i benedettini di San Paolo, storia, spezie ed ecumenismo

La Cappella dell' Abbazia di San Paolo
Foto: agora.abbaziasanpaolo.org
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Tra le ultime tappe del pellegrinaggio stazionale si torna anche nella basilica di San Paolo. Tutti conoscono la basilica e la sua storia, meno conosciuta forse la storia dell’ abbazia benedettina. I monaci hanno cura della liturgia della basilica e sono loro a guidare la liturgia stazionale di oggi.

La storia monastica di San Paolo è antica. Conosciuta da almeno 1300 anni, a cavallo tra epoca paleocristiana e Medioevo.

La testimonianza più antica della presenza dei monaci è il Praeceptum, di Gregorio Magno (590-604)che si conserva nel museo lapidario paolino all’interno dell’Abbazia. Una iscrizione in cui si fa menzione di un monastero femminile dedicato a S. Stefano. Nel Liber diurnus si ha invece la prima testimonianza del monastero maschile dedicato a San Cesario martire, ma già il monastero era in rovina.

E’ Papa Gregorio II (715-731) che inizia i lavori di restauro e affida ai monaci benedettini l’incarico di custodire le lampade nell’oratorio del protomartire. I monastero crebbe di importanza tanto da far diventare i monaci rappresentanti della basilica di San Paolo di fronte al Pontefice.

In custodia al Monastero è anche la Bibbia Carolingia, un’opera miniaturistica dell‘866 voluta da  Carlo il Calvo nell’866 . Probabilmente la Bibbia fu portata a Roma nell’anno 875 in occasione dell’incoronazione di Carlo il Calvo ad imperatore nella notte di Natale dell’875. La Bibbia fu donata a Papa Giovanni VIII e venne spesso usata per giuramenti solenni. Una copia esatta della Bibbia è esposta all’interno della Pinacoteca nella zona museale della Basilica.

La storia del monastero segue quella della Chiesa di Roma con vicende più o meno fortunate.

Il “Sacratissimo monastero di San Paolo, f.l.m.”, a partire dal 7 marzo 2005, ha assunto la denominazione di “Abbazia di San Paolo fuori le Mura”, essendo stato soppresso il carattere ed il titolo di circoscrizione “territoriale”. Il 31 maggio 2005 papa Benedetto XVI con il suo primo Motu Proprio L’antica e Venerabile Basilica ha stabilito che anche per San Paolo, come per le altre tre basiliche papali di Roma, vi sia un arciprete nominato direttamente dal Pontefice che esercita la giurisdizione ordinaria ed immediata e ha come suo vicario per la cura pastorale l’abate dell’abbazia benedettina di San Paolo fuori le Mura.

Oggi il carisma benedettino si intreccia con quello ecumenico. Dal 1968 ogni due anni i monaci benedettini di San Paolo organizzano il Colloquio ecumenico paolino con esegeti e studiosi di diverse tradizioni cristiane che provengono da ogni parte del mondo.

Con uno speciale mandato Papa Benedetto XVI ha ufficialmente richiesto ai monaci benedettini dell’abbazia di San Paolo fin dall’inizio del suo pontificato una attenzione all’ ecumenismo. E come in ogni monastero che si rispetti l’ Orto Monastico produce erbe e rimedi che diventano medicinali nella Spezieria.

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