Le stazioni quaresimali, San Marcello al Corso e i Serviti

Una antica stampa di San Marcello al Corso
Foto: Wikimedia commons
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Si resta sempre a via del Corso per la tappa del cammino stazionale e oggi si arriva a San Marcello al Corso.

La chiesa è un gioiello barocco dove la pastorale è curata dai Servi di Maria

Questo rende la chiesa un luogo di intensa attività pastorale e culturale anche perché i Servi di Maria hanno a San Marcello la loro Curia Generalizia.

Fin dal mattino chi si trova al centro magari per lavoro può unirsi alla recita delle Lodi con la Comunità dei frati alle 7.30. Poi ci sono messe e momenti di preghiera e devozioni particolari come quella a Maria che scioglie i nodi tanto cara a Papa Francesco.

La storia dei Serviti è molto particolare. L’ ordine mendicante venne fondato a Firenze, probabilmente nel 1233, da un gruppo di sette persone, poi conosciuto come i sette santi fondatori. Laici che abbandonano le loro attività per ritirarsi a vita comune di penitenza, povertà a preghiera. Scelgono dapprima il Cafaggio, dove oggi sorge la basilica della Santissima Annunziata, poi si spostano sul Monte Senario. Ben presto lasciano anche il Monte e, per l’ampio numero di persone che si sono unite a loro, fondano nuove comunità. Nascono, così, i conventi di Siena, Città di Castello e Borgo Sansepolcro, oltre a quelli di Firenze e del Monte Senario.

La storia è lunga e ricca di eventi

Interessante la diffusione nel XX. Molto attivo nel campo degli studi sulla propria storia, nel 1897 l’Ordine ha dato vita alla collana “Monumenta Ordinis Servorum sanctae Mariae” e nel 1933 ha preso vita la rivista “Studi Storici dell’Ordine dei Servi di Maria”. Nel 1959, inoltre, è stato fondato l’Istituto Storico dell’Ordine dei Servi di Maria. Da ricordare, poi, la nascita della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” nel 1950, a Roma.

E furono sette i frati serviti  a partecipare all’attività di Nomadelfia di don Zeno Saltini.

La chiesa ha origini paleocristiane Il primo cenno storico dell’esistenza in Roma di una chiesa detta “di Marcello” si trova nella lettera del 29 dicembre 418, con la quale il Prefetto di Roma Simmaco informava l’imperatore Onorio della contemporanea elezione, avvenuta il giorno prima, di papa Bonifacio I, nella chiesa di Marcello, e di Eulalio antipapa, nella basilica lateranense.

La facciata che vediamo oggi è un capolavoro di Carlo Fontana della fine del 1600, è concava, a due ordini.

Significativa all’interno la cappella del Crocifisso, oggetto di profonda venerazione da parte dei fedeli di Roma sin dal 1519, quando miracolosamente rimase illeso nel grande incendio. Ad esso, portato processionalmente per tutti i rioni di Roma, venne attribuita la cessazione della peste nel 1522 e da quell’evento prodigioso ebbe origine l’Arciconfraternita del SS.mo Crocifisso. 

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