Le Stazioni quaresimali: San Marco al Campidoglio, un po' di Venezia a Roma

Il mosaico absidale di San Marco
Foto: OB
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Quando Pompeo Ugonio nel 1588 parla della stazione quaresimale nella chiesa di San Marco in Piazza Venezia, il lunedì della terza settimana, ammira il mosaico absidale della chiesa costruita nel IX secolo da Papa Gregorio IV. La chiesa conserva la memoria di una più antica del IV secolo, ma Papa Gregorio la fece ricostruire completamente.

Ugonio racconta: “E’ dunque da sapersi, che al tempo del detto Papa Gregorio quarto circa gli anni della salute 833 fu da certi Mercanti Venetiani levato il corpo di san Marco Evangelista d’Alessandria da mano de Saraceni, & portato nella patria loro,dove quella Republica nel più celebre luogo di Venetia li drizzò un magnifico tempio recevendolo per protettore.”

Per la fama di questa traslatione come io credo, & perché anco era Gregorio Quarto stato titolare di questa chiesa, si mosse a rinovarla da fondamenti, & ornarla dove anco vi dura la Tribuna (l’abside) da lui fatta di Musaico dipingere già più di 750 anni. Quivi è scolpito il nostro Salvatore con san Marco Evangelista, an Marco Papa, & altri Santi.”

Papa Marco, vescovo di Roma nella prima metà del IV secolo, è il fondatore della chiesa, ed è lui che le ha lasciato il suo nome. E anche il suo corpo, dice Ugonio:

“Sotto l’altar grande, vi è il corpo di san Marco Papa transportatovi dal suo cemiterio appresso santa Balbina.” Ma c’è anche l’altro Marco: “una parte del capo di san Marco Evangelista”.

Ai tempi di Ugonio il famoso Palazzo di Venezia esisteva solo da un secolo, e ci andavano i Papi in villeggiatura.

“Papa Paolo Secondo da casa Barbi Ventiano, quale fu Cardinale del titolo di san Marco, nel Cardinalato cominciò a restaurare questa chiesa, & nel Papato la fece finire, & fabricò il superbo palazzo che vi è appresso  il quale nella stagione della state sogliono alle volte i Pontefici habitare.”

Ugonio nota anche l’orientamento dell’altare, che lui pensa sia secondo l’uso della Chiesa antica: “L’altar grande all’uso antico che guarda verso la porta principale della chiesa.”

La reliquia più curiosa menzionata da Ugonio è forse “della terra nella quale N.S. Giesù Christo stette in agonia.”

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