Le Stazioni quaresimali: San Pietro in Vaticano, in due parti tra antico e nuovo

La Basilica di San Pietro all' inizio del 1600
Foto: Giacomo Grimaldi
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Il sabato della prima settimana di quaresima si celebra la stazione quaresimale a San Pietro, oggi come già secoli faquando Papa Sisto V decide di celebrare la Messa fuori dal Vaticano e di risuscitare le antiche stazioni quaresimali.

In quegli anni, spinto dal nuovo interesse per le antiche chiese delle stazioni quaresimali, Pompeo Ugonio pubblica nel 1588 una guida delle chiese delle stazioni quaresimali.

Ugonio vede la chiesa di San Pietro in un momento storico importante. L’antica basilica, costruita dall’imperatore Costantino nel IV secolo, è stata demolita a metà, e si è iniziata la costruzione dell’attuale basilica, che però richiede molto tempo. Così Ugonio vede due chiese costruite a metà:

“Hoggi dì, è rotta in due parti, quali sogliamo chiamare la vecchia, & la nuova chiesa. Si veggono le cinque navi, una in mezzo maggiore, & altre due da ambedue le parti, minori.”

Si tratta dei resti della grande basilica paleocristiana a cinque navate. Ugonio nota che i capitelli sono tutti diversi e lo giustifica con la fretta dell’imperatore Costantino a finire la chiesa:

“Nel mezzo compariscono due ordini di grandi, & grosse colonne, i capitelli delle quali non son tutti forniti; il che vanno alcuni considerando sia avvenuto per la fretta che hebbe Constantino di vedere questa chiesa in piedi.”

La vecchia basilica aveva moltissimi altari, che costituivano un patrimonio importante. Ugonio cerca di parlarne in maniera dettagliata:

“In questa parte vecchia della chiesa di S. Pietro sono assai altari, & buona parta transportativi dall’altra parte antica, che si rovinò per la nova fabrica.”

La nuova costruzione richiede molto tempo. Già ai tempi di Ugonio l’espressione “fabbrica di San Pietro” era sinonimo di un tempo molto lungo.

“La fabrica nuova di S. Pietro,” spiega, Ugonio, “fu disegnata da Papa Nicola V. Ma Giulio Secondo poi la incominciò col modello di Bramante famoso Architetto di quei tempi. Fu poi quel modello come troppo vasto ristretto, & riformato da Michelangelo Buonaroti. Sono hoggi mai ottanta anni che si fabrica.”

Ma con Sisto V ormai si spera di finire:

“Piaccia a Dio lungamente conservare in grande Sisto V, acciò questo magnificentissimo tempio possa veder finito ad honor del Prencipe de gli Apostoli, & gloria della santa Chiesa.”

Invece ci volle parecchio tempo ancora. E’ vero che Sisto V riuscì a finire la cupola. Ma per finire il tutto, facciata e portico della Piazza, bisogna aspettare quasi un altro secolo, fino al 1667.

Perché San Pietro è tanto. E giustamente Ugonio conclude:

“Et questo basti della sacrosanta Basilica di S. Pietro haver parlato, perché (come dice S. Gregorio Magno)  chiunque pensarà di affaticarsi à contare tutte le cose della Chiesa di S. Pietro, senza dubbio li converrà di tutto il rimanente tacere.”

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