Le stazioni quaresimali, Sant' Eusebio all' Esquilino

Un santo e la lotta contro l'arianesimo

Sant' Eusebio all' Esquilino
Foto: Wikimedia Commons
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Nel 1588 Pompeo Ugonio vede la chiesa di Sant’Eusebio in Piazza Vittorio Emanuele prima che venga totalmente rifatta nel XVIII secolo. Si tratta di una delle parrocchie più antiche di Roma, menzionata già nel 474, ma la chiesa che vede Ugonio è quella medievale, rifatta nel XII secolo, di cui noi oggi vediamo solo il campanile romanico.

Stranamente sembra che non ci fosse nessuna chiesa sul posto prima dell’VIII secolo. Invece si venerava la memoria di Sant’Eusebio in un’antica casa romana. Eusebio sarebbe stato, secondo la leggenda, un prete romano che lottava contro l’Arianesimo alla metà del IV secolo.

Ugonio racconta che il figlio ariano dell’imperatore Costantino, Costanzo, “lo fece prendere, & in luogo di carcere lo rinchiuse in una stanza della sua casa, che non era larga più di quattro piedi, dove sette mesi lo fece stare.”

“Ma finito il detto tempo, essendo dopo i disagi di questa vita chiamato Eusebio a miglior stato, si morì nella detta stanza”, aggiunge.

E poi descrive la chiesa medievale con “tre navi, divise da 14 colonne a sette per bada, delle quali la laggior parte sono di pietra mischia vaghissima. L’altar maggiore è rilevato sei gradi un alto, & coperto del ciborio che si appoggia sopra quattro colonne mischie, secondo la forma, & ornamenti delle chiese antiche.”

“I muri intorno l’altare sono di pitture vecchie, & hormai guaste del tutto.”

“Di simile opera è la pittura di tutta la chiesa, nella quale si rapresentano diverse historie del nuovo & vecchio testamento.”

Si riconosce ancora qualche traccia dell’arredo medievale “nel mezzo, che hebbe già il luogo separato per la scola de Cantori, con i pulpiti di marmo secondo l’uso de nostri Padri.”

La chiesa conserva molte reliquie: “Dinanzi l’altar maggiorea man destra sotto il pavimento antico, in una cassa di marmo, si serbano i corpi de santi Martiri Eusebio, Orosio, & Paulio, con la metà del corpo di S. Vincenzo.”

Inoltre Ugonio elenca:

“Del freno del cavallo di Constantino, fato di un chiodo con il quale fu cofitto N. Signore in Croce.

Della colonna alla quale Christo fu flagellato.

Del sepolcro di Christo.

Di santa Helena, & di molti altri.”

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