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Le storie della GMG2023. Quando la fede e il servizio si incontrano

Alcune storie che appartengono ai giovani della GMG a Lisbona

 | Alexey Gotovskiy / EWTN
| Alexey Gotovskiy / EWTN
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| Alexey Gotovskiy / EWTN

La tanto attesa Giornata Mondiale dei Giovani è finalmente iniziata e tra la folla festante di giovani provenienti da tutto il mondo abbiamo incontriamo Marco e Matteo, due fratelli italiani originari delle Marche, entrambi impegnati come volontari durante l'evento.

Marco, ventiquattrenne appassionato di grafica e illustrazione, ci racconta come sia giunto a partecipare a questa esperienza unica. "Tutto è iniziato quattro anni fa, quando ho saputo che il Portogallo avrebbe ospitato la Giornata Mondiale della Gioventù nel 2022, che purtroppo, a causa della pandemia, è stata spostata al 2023",spiega Marco. "Mi sono subito sentito chiamato a partecipare a questo evento straordinario e ho deciso di prendere parte a un contest per la creazione del logo dell'evento. Anche se sapevo di avere poche probabilità di vincere, mi ha dato l'opportunità di entrare nel clima di preparazione e coinvolgermi maggiormente".

L'avventura di Marco si è intrecciata con quella di Matteo, studente di medicina e volontario della salute durante la Giornata Mondiale della Gioventù. Matteo, all'inizio scettico sull'idoneità dell'evento per sé, ha gradualmente cambiato idea grazie alla determinazione di Marco e all'entusiasmo con cui parlava dell'esperienza. "Alla fine mi sono convinto e ho deciso di unirmi a lui come volontario",ammette Matteo. "Mi sono reso conto che questa è un'opportunità per incontrare persone di tutto il mondo, condividere la fede e servire il prossimo".

Entrambi i fratelli si sono sentiti mossi da un senso di servizio e da una prospettiva di incontro con l'altro, aspetti fondamentali di questa giornata mondiale. "Essere volontario non significa scavalcare gli altri o cercare di ottenere privilegi", spiega Marco. "È piuttosto un'opportunità per mettersi al servizio degli altri, aiutarli nei momenti di bisogno e contribuire a rendere l'evento un'esperienza speciale per tutti".

Come volontario della salute, Matteo gira tra i parchi dove si svolgono gli eventi principali, assistendo i pellegrini e offrendo il suo aiuto."È una semplice umiltà che diventa grandezza", sottolinea Matteo, riflettendo sulla sua esperienza. "Stare accanto alle persone, ascoltarle e supportarle nei momenti di difficoltà, è una forma di servizio che trasmette il vero spirito della Giornata Mondiale della Gioventù".

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L'incontro con migliaia di giovani provenienti da culture diverse è una delle esperienze più significative di questa manifestazione. "Incontrare persone da tutto il mondo, scambiarsi braccialetti, magliette e sorrisi, è qualcosa di straordinario", esclama Marco con entusiasmo. "Il messaggio di fraternità e accoglienza si diffonde in ogni angolo della città e ci fa sentire veramente parte di una grande famiglia".

L'impatto di questa esperienza va al di là dei giorni dell'evento. Marco e Matteo sperano che il senso di incontro e servizio che hanno sperimentato possa rimanere vivo anche nella loro vita quotidiana. "Il difficile è portare queste sensazioni a casa e farle diventare parte integrante di noi stessi", ammette Marco. "Siamo qui per servire Cristo nell'uomo incarnato, e questo concetto ci accompagna nella nostra vita di tutti i giorni".

Mentre la Giornata Mondiale della Gioventù si avvia verso la conclusione, Marco e Matteo continuano a sentirsi grati per l'opportunità di essere stati coinvolti in questo evento straordinario.
"Ogni gesto di umiltà e servizio, per quanto semplice possa sembrare, ha un impatto enorme", concludono i fratelli con un sorriso. "Siamo qui per vivere un incontro con Cristo, con laltro e con noi stessi, e speriamo che questa esperienza rimanga nel nostro cuore e ci guidi sempre verso un cammino di fraternità e amore universale".