Le suore uccise in Yemen, martiri di oggi per la pace in cui si spera

La messa delle Missionarie nella casa di Kolkata ( Bengala)
Foto: http://www.motherteresa.org/
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“Questi sono i martiri di oggi! Non sono copertine dei giornali, non sono notizie: questi danno il loro sangue per la Chiesa. Queste persone sono vittime dell’attacco di quelli che li hanno uccisi e anche dell’indifferenza, di questa globalizzazione dell’indifferenza, a cui non importa”.

Così il Papa oggi dopo la preghiera dell’ Angelus ha ricordato le quattro Missionarie della Carità uccise in Yemen venerdì scorso.

Il Papa sabato a mezzogiorno è andato a recitare la preghiera dell’ Angelus con le consorelle delle suore uccise nella “ Casa dono di Maria” che si trova in Vaticano ed è gestita proprio dalle suore dell’ordine fondato da Madre Teresa.

Le quattro suore, come ha riportato la agenzia Fides, organo delle Pontificie Opere Missionarie, “sono state trucidate da un commando di uomini armati che ha attaccato questa mattina la struttura dove assistevano anziani e disabili, nella città yemenita di Aden. Lo confermano all'Agenzia Fides fonti del Vicariato apostolico dell'Arabia meridionale. Oltre alle suore, sono rimasti uccisi durante l'attacco terrorista anche l'autista e almeno due altri collaboratori della comunità, mentre è scampata alla morte la superiora del convento. Tra le vittime, anche anziani e disabili assistiti dalla comunità. Il bilancio complessivo, secondo fonti locali, è di almeno 16 vittime, mentre per ora non si hanno notizie del sacerdote salesiano indiano Tom Uzhunnalil, che risiedeva presso il convento delle suore, dopo che la chiesa dove viveva era stata saccheggiata e data alle fiamme da uomini armati non identificati.

Due delle suore uccise erano ruandesi, una era indiana e la quarta veniva del Kenya.

Non si hanno ancora notizie certe sulla matrice dell'aggressione terroristica, ma è noto che nella città portuale yemenita riconquistata mesi fa dalle forze fedeli al presidente Abdel Rabbo Mansour Hadi, in lotta con ribelli houthi, sono radicati gruppi legati alla rete di al Qaida”.

Il vicario apostolico dell’Arabia meridionale, mons. Paul Hinder in una intervista ad ACI Group afferma: “Per me non c'è alcun dubbio che le sorelle sono state vittime di odio, l'odio contro la nostra fede”. Secondo Hinder “ci sono alcuni gruppi radicali che semplicemente non supportano la presenza dei cristiani che servono i più poveri tra i poveri”.

L’atto di violenza si inserisce in un contesto di guerra in Yemen nonostante tutti i tentativi di negoziati. “Ci sono gruppi- afferma Hinder- in particolare nella regione di Aden, che non sono sotto il controllo del governo regolare e cercano di destabilizzare il paese e per terrorizzare la gente. I pochi rimasti cattolici non avranno altra scelta che quella di rimanere in mondo più nascosto possibile e aspettare che torni la pace. Il sacrificio delle sorelle e le nostre preghiere sarà stato importante anche se non possiamo vedere l'effetto immediato. Come cristianicrediamo che il Golgota non è la fine, ma è il Signore risorto che avrà l'ultima parola”.

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