Legge bioetica in Francia, il no dei vescovi francesi. E anche del Senato

Nonostante l’avvicinamento a tappe forzate verso l’approvazione della controversa legge, il Senato ha già fatto sapere che voterà no. La posizione dei vescovi francesi

Senato di Francia
Foto: Vatican news
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Da sempre la speranza era riposta nel Senato, che già aveva rigettato alcuni degli emendamenti più controversi della legge. Ora, mentre la Lois de Bioetique francese prosegue la sua marcia a tappe forzate, il Senato già ha fatto sapere che la rigetterà, bloccando così quello che viene considerato un “colpo di mano” da parte dell’Assemblea Nazionale, che ha ripreso la discussione. Facendo tirare un sospiro di sollievo alla Conferenza Episcopale Francese, il cui Consiglio Permanente, riunitosi dal 7 al 9 giugno, aveva rilasciato una dichiarazione molto forte in cui si sottolineava che “Solo la fraternità può sostenere la fragilità”.

Il testo che era stato respinto al Senato lo scorso febbraio includeva pratiche come l’utero in affitto, la maternità condivisa, l’uso delle cellule staminali di embrioni nati da fecondazione in vitro per trattare i fratelli malati. A febbraio, i vescovi francesi non avevano preso una posizione. Ma lo hanno fatto al Consiglio di giugno, sottolineando che con il testo esaminato in terza lettura il punto focale non era più “la dignità propria di ogni essere umano”, perché “il fondamento della bioetica francese” di cui “il nostro Paese era tanto orgoglioso è stato cancellato una volta per tutte”.

I vescovi hanno denunciato che il nuovo testo “pretende di autorizzare nuove trasgressioni inquadrandole”, ma “una cornice non regge mai. Argomentando, i vescovi hanno sottolineato che “l’umanità è cresciuta imponendosi divieti” da quello di uccidere un innocente a quello di incesto, di stupro e di furto. Per questo “mescolare cellule umane e cellule animali non dovrebbe essere semplicemente inquadrato”, perché “ciò che dovrebbe essere proibito, dovrebbe essere chiaro.; ciò che può essere consentito, deve essere chiaramente consentito anche”.

E questo “è possibile solo grazie a una visione ponderata della persona umana e della sua discendenza”, mentre il principio che la ricerca sugli embrioni non va fatta se non giovi alll’embrione trattato significa comunque “permettersi di manipolare gli embrioni umani come materiale semplice”, e allo stesso modo “mettersi in una situazione di dominare tecnicamente ciò che dovrebbe diventare un essere umano”.

I vescovi ribadiscono la necessità di accompagnare la sofferenza di quanti non possono avere figli, ma allo stesso tempo di non “estendere sul dominio dell’uomo” fino al concepimento, perché “impostare un processo per fare i bambini non risolve nulla. La vita si riceve come un dono, un dono che siamo chiamati a trasmettere, a condividere con gli altri”.

I vescovi francesi hanno anche ringraziato “i parlamentari che hanno il coraggio di mettere in discussione la buona coscienza che è richiesta: la loro testimonianza rimarrà nella storia”.

Il riferimento era proprio ai Parlamentari del Senato, la cui commissione speciale ha già annunciato che, quando il testo sarà passato alla loro analisi, lo bocceranno a causa di una mancanza “di dialogo costruttivo delle assemblee”. E lo faranno subito, sin dalla questione preliminare, limitando i dibattiti alla discussione generale.

Lanciata nell’autunno 2019, la Lois de Bioetique è stata colpita dalla crisi del COVID 19 e rallentata da un vivace dibattito che ha messo in luce tutte le differenze di punti di vista tra i parlamentari.

Inizialmente, in prima lettura, il Senato aveva approvato la legge che apriva alla fecondazione in vitro, senza però la copertura previdenziale. In seconda lettura, l’assemblea aveva però bocciato il provvedimento.

Oltre ad aprire la procreazione assistita alle coppie lesbiche e alle donne single, il disegno di legge prevede una delicata riforma della filiazione e dell'accesso alle origini, e affronta una serie di temi complessi come l'autoconservazione degli ovociti o la ricerca sulle cellule staminali embrionali.

I relatori del Senato hanno deplorato che i deputati abbiano rifiutato ogni discussione sulle modalità di apertura della procreazione medicalmente assistita, con particolare riguardo alle condizioni per l'accertamento della parentela per le coppie femminili proposte dal Senato".

Un sospiro di sollievo, per i vescovi francesi. Lo scorso 7 giugno, l’arcivescovo Pierre d’Ornellas di Rennes, capo del gruppo di bioetica della Conferenza Episcopale Francese, è intervenuto con un editoriale su Ouest-France, notando proprio il “disaccordo abissale” tra deputati e senatori, che non dialogano tra loro, e “il non dialogo porta alla negazione della democrazia”.

Lo scontro – spiegava - è tra due visioni: quella basata sulla dignità umana che ha ispirato il “modello francese di bioetica” del 1994, e che valuta su questa base le possibilità tecniche in campo biomedico; e quella che “promuove i desideri individuali in nome dell’uguaglianza, qualunque siano le differenze oggettive delle situazioni”. E il disegno di legge, denunciava l’arcivescovo D’Ornellas, sostituiva alla dignità “il progetto genitoriale in cui si esprimono i desideri individuali degli adulti”.

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