Oggi la Chiesa celebra Santa Maria Goretti, martire della purezza

La martire che promise il Paradiso al suo assassino

Santa Maria Goretti
Foto: ACI Stampa
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 Una ragazzina di poco più di 12 anni si impone allo sguardo attento del mondo intero. Era alta solo 1 metro e 38 centimetri, sottopeso e con addosso i segni della malaria che all'epoca nelle campagne, mieteva vittime. Ma questo non basta a descrivere una persona. I suoi tratti somatici effettivi erano ben altri: profonda fede, grande forza di volontà, folgorante bellezza spirituale e grande affabilità.

Questa è la vicenda di Maria Goretti (1890-1902). Questa ragazzina trasferita dalle Marche presso Nettuno per motivi di lavoro dei genitori spicca con tutta la sua grandezza e fascino nell'oceano della santità feriale. La piccola ha scoperto prestissimo il triste e doloroso mondo dei braccianti agricolo della fine del milleottocento.

Una realtà molto dura fatta di sacrifici, povertà e tanta abnegazione. La vita nelle campagne era davvero insopportabile anche perchè legata al triste bilancio economico che spesso a causa dell'instabilità del tempo o delle rare forme di pagamento dei committenti che scarsamente elargivano il dovuto.

Tutto questo però in lei invece di creare avversione alla sorte ed alla sua esistenza ha aperto le strade per l'amore incondizionato a Cristo ed alle sua divine disposizioni.

Chi l'ha conosciuta la ricorda una persona speciale: delicata, profonda e con un giusto equilibrio interiore. Affascinata dalle realtà evangeliche, divise la sua breve esistenza fra la fede ed il duro lavoro nei campi.

Non piegò mai la testa al compromesso né alle facili lusinghe del mondo ma dette il suo deciso rifiuto alle proposte che il suo assassino volle estenderle. A causa del suo puntuale e fermo “no” alle effusioni amorose del suo assassino vide aprirsi davanti le porte del Paradiso. Colpita a morte da diverse pugnalate pronunciò la definitiva salvezza di quest'ultimo con dicendogli: “Tu sarai con me in Paradiso!”. Un sempio non solo di edificante misericordia e di perfetta immedesimazione con il Cristo che, sulla croce, fece lo stesso gesto verso il ladrone pentito.

Tanto si rimane stupiti da quest'esempio che financo in ambiti politici distanti dall'area cattolica, lei viene mostrata quale esempio di coerenza e fedeltà evangelica.

Canonizzata da papa Pio XII alla presenza della madre e dei fratelli nel 1950 vide realizzato il suo sogno. Il suo assassino Alessandro Serenelli, scontata la lunga pena detentiva (27 anni), trascorse il resto della sua vita nel convento dei cappuccini di Macerata dove morì nel 1970 per una frattura al femore.

 

 

 

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