Letture, alla vigilia di una nuova festa di "Tutti i santi"

Siamo alla vigilia di una nuova festa di Tutti i santi e più che mai sentiamo la necessità di cercare volti e sguardi che diano sostegno, che diano forza, coraggio

Santi
Foto: Diocesi Sulmona-Valva
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"Cercate ogni giorno il volto dei santi e traete conforto dai loro discorsi", indica la Didaché. "Contemplerò ogni giorno il volto dei santi, per trovare riposo nei loro discorsi", l’antifona della preghiera di Lodi del giovedì riprende appunto il passo dell’insegnamento degli apostoli contenuto nella Didaché. Siamo alla vigilia di una nuova festa di Tutti i santi e più che mai sentiamo la necessità di cercare volti e sguardi che diano sostegno, che diano forza, coraggio.

Non ci sono periodi privilegiati nella storia dell’umanità, ma i tempi che stiamo attraversando ci appaiono più aridi e desolati, per molti motivi. La santità appare, comunemente, una condizione lontana, appartenente ad un altro tempo, ad un altro mondo. Eppure è qui, vicina a noi, in volti che ci guardano nella nostra quotidianità. La santità è la dimensione della fede, a cui tutti sono chiamati, in quanto credenti. La festa che si avvicina ce li può far sentire a fianco, camminare, soffrire, amare con noi tutti i giorni.

Anche attraverso i libri. Le Edizioni Ares inaugurano una nuova collana intitolata Un santo per amico. Biografie scritte in modo brillante e scorrevole per far conoscere la vita dei tanti santi che hanno intessuto la storia della Chiesa, dalle origini fino ai nostri giorni.

La collana si inaugura con la figura di due santi medici: Giuseppe Moscati e Riccardo Pampuri. Mai come in questo momento, mentre ancora stiamo vivendo un’emergenza sanitaria globale, la figura dei medici, e di tutte le categorie che si occupano di sanità, queste figure sono decisive per la vita di tutti e proprio per questo appare necessario che non si tratti solo di capacità professionali (ovviamente fondamentali) ma anche l’empatia, la vicinanza con i pazienti e i loro parenti, una profonda capacità di affrontare il dolore altrui, esserne compartecipi senza esserne travolti.

Ecco allora la possibilità di incontrare e confrontarsi con due figure che hanno coniugato professionalità e passione per l’umano a una fede esemplare, due medici capaci di infondere speranza, buon umore, salute non solo per il corpo ma anche per l’anima.

Paolo Gulisano, autore, tra le molte altre cose, di fortunate biografie pubblicate sempre dalla Ares, in questa nuova opera offre un nitido ritratto del medico e accademico nato a Benevento nel 1880 e morto a Napoli 1927, primario dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli, di cui la Chiesa ha riconosciuto la santità proprio per aver saputo lenire nei suoi pazienti i mali del corpo senza dimenticarne le esigenze dello spirito.
Di profonda fede, senza paura e senza preconcetti, ha affrontato le innumerevoli sofferenze con cui è venuto a contatto sostenuto dall’idea che ogni essere umano è unico, voluto dall’amore di Dio e Suo stesso volto, cercando soluzioni concrete per alleviare le sofferenze dei malati, soprattutto quelli più poveri e fragili, ma ricordando a tutti che la reale risposta al male è l’amore, come fa Dio con tutti i suoi figli.

"Beati noi medici", ripeteva infatti Moscati, "tanto spesso incapaci ad allontanare una malattia, beati noi se ci ricordiamo che oltre i corpi abbiamo di fronte delle anime immortali, per le quali urge il precetto evangelico di amarle come noi stesse".

Di Rino Cammilleri, scrittore e saggista, viene ripubblicata la sua bella biografia dedicata a Pampuri. Riccardo – Erminio – Pampuri è nato nel 1897 ed è morto a soli 33 anni: una vita breve, intensissima, luminosa come la scia rapida di una stella in cielo. Comincia la sua attività come medico condotto, poi prende i voti ed entra nell’Ordine dei Fatebenefratelli. Una vita normale, la sua, ma segnata sempre dalla dedizione alla sua missione, nella cura e nella vicinanza completa ai malati.

Partecipa anche alla prima guerra mondiale, comportandosi in modo eroico. Arriva la malattia anche per lui, fino alla morte prematura: tutto vissuto con coraggio e fede, anche se fare i conti con il dolore e la morte è duro per tutti, santi compresi. Il suo corpo ora si trova a Trivolzio (Pavia) nella parrocchia dei Santi Cornelio e Cipriano, che dunque diventa meta di pellegrinaggi che arrivano da tutto il mondo.

La prefazione della prima edizione del libro è stata scritta da monsignor Luigi Giussani, il quale ha nutrito una grande ammirazione e un grande affetto per quel giovane medico, che praticamente ha vissuto tutta la vita in un angolo della Lombardia e da lì ha offerto al mondo quella luce che possedeva nel cuore. E nella prefazione ha scritto: "San Riccardo è per noi la testimonianza mirabile che la santità come ideale di umanità vera è alla portata di tutti".

Giussani ha incitato spesso di pregare il più spesso possibile san Pampuri, uno “di noi”, nato nella "nostra campagna, confondendosi con tutte le cose che c’erano, era un filo d’erba come gli altri, un fiore come gli altri, una pianta come le altre, un contadino come gli altri, un medico come gli altri, professionista. Dite allora qualche Gloria a san Pampuri – dobbiamo valorizzare i santi che Dio ha creato tra di noi nella nostra epoca e nella nostra terra".

Monsignor Giussani ha dato l’esempio: la chiesa di Trivolzio diventerà una sua meta abituale di pellegrinaggio e di preghiera.

Rino Cammilleri, Riccardo Pampuri. Dottore del corpo e dello spirito Ares, pp. 288, euro 18

Paolo Gulisano, Giuseppe Moscati. Il santo medico Ares, pp. 176, euro 15

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