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Letture, le grandi donne sante del Medioevo secondo Benedetto XVI

Le biografie che il Pontefice ha tracciato nelle catechesi

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Dal chiostro si alza un coro di voci angeliche, in una luce tersa e odorosa di fiori delicate ed erbe accuratamente selezionate. Un gruppo di monache cantano e poi si riuniscono in chiesa per pregare e ancora cantare.

Questa è la loro vita, scandita in preghiere, studio, lavoro, carità. C’è pace e gioia, intorno a loro, ma certo il peso e i dolori dell’esistenza sono equamente distribuiti anche fra queste donne. Una di loro, dal volto luminoso in cui spiccano gli occhi dallo sguardo profondo, alza per un momento il capo chino su di una pergamena in cui sta vergando parole, frasi, concetti…E’ come se il tempo si sia fermato e abbia permesso all’eternità di irrompere in quella cella silenziosa. Ildegarda von Bingen, monaca, badessa,  è una delle donne più famose, rispettate e ascoltate del suo tempo medievale. Noi ce la immaginiamo in questo modo, soprattutto dopo aver letto quanto ha detto e scritto di lei Joseph Ratzinger. Una delle incarnazioni di quel “genio femminile” già descritto dal predecessore di papa Benedetto XVI, ossia da Giovanni Paolo II, su cui Benedetto si è concentrato in molte occasioni. Donne straordinarie in un tempo, il Medioevo appunto, che continua ad essere associato al buio, all’oppressione, alla superstizioni. Senza conoscerne il volto complesso, pieno di ombre sì, di crudeltà e ingiustizie, ma anche tante luci. Del resto, la storia umana è tessuta da ombre e luci, anche in questi nostri tempi giudicati progrediti e civili: guerre, soprusi, violenze, ingiustizie riempiono le cronache quotidiane, di cui siamo informati, si può dire, minuto per minuto…

Una nuova pubblicazione offre la possibilità di accostarsi alla conoscenza di quel tempo in modo diverso, appassionato e “alternativo”, visto le opinioni comuni e dominanti: "Donne nel Medioevo. Il genio femminile  nella storia del popolo di Dio", con la prefazione di André  Vauchez.  E anche di mostrare alcuni tratti della storia della Chiesa che valorizzano la presenza femminile. Si tratta di una rassegna di ritratti che Benedetto XVI ha dedicato a donne sante e beate vissute tra il 1000 e il 1400, in occasione di varie catechesi pubbliche, restituendo la giusta dimensione  al ruolo centrale che tutte loro hanno avuto nella Chiesa incardinata nella storia. Ildegarda di Bingen, Chiara d'Assisi, Angela da Foligno, Giovanna d'Arco ed Elisabetta d'Ungheria sono solo alcune delle figure femminili che spiccano per la santità della vita e la ricchezza dell'insegnamento che ci hanno lasciato.

il Papa  racconta con vivezza e grazie alla sua narrazione viene evocato un intero universo, percorso da vicende che si intrecciano, ma soprattutto  ci appaiono davanti ai nostri occhi, non più remote o nomi a piè di pagina della storia, né santini agiografici, donne vive, forti, fuori dai canoni, come appunto la  monaca benedettina Ildegarda di Bingen, oltre che grande mistica e di profonda carità,  letterata, musicista, cosmologa….Ancora in primo piano la preghiera e la carità vissute umilmente all’ombra dei conventi. Nel segno dell’amicizia cresciuta dentro una fede condivisa: ecco allora la storia di Chiara d’Assisi. E citando papa Alessandro IV che nel 1255, solo dopo due anni dalla sua morte, la canonizzò, ricorda che "”Chiara si nascondeva; ma la sua vita era rivelata a tutti. Chiara taceva, ma la sua fama gridava”. Ed è proprio così, cari amici: sono i santi coloro che cambiano il mondo in meglio, lo trasformano in modo duraturo, immettendo le energie che solo l’amore ispirato dal Vangelo può suscitare. I santi sono i grandi benefattori dell’umanità".
Agli occhi del lettore avanza la figura della  giovanissima  Giovanna d’Arco che diventa una guerriera ma solo per liberare la Francia, accesa di una autentica passione per la verità del Vangelo: "Santa Giovanna d’Arco ci invita ad una misura alta della vita cristiana: fare della preghiera il filo conduttore delle nostre giornate; avere piena fiducia nel compiere la volontà di Dio, qualunque essa sia ". L’orrore dei campi di battaglia, il  confronto drammatico e doloroso, fino al martirio, con il potere e le sue aberrazioni…Il potere può avere un volto duro, terribile, ma possiede anche un volto nobile, cavalleresco nel senso più profondo del termine. Una dama del castello, anzi una regina, diventa una santa, Elisabetta d’Ungheria. Una regina che va in giro fra mendicanti, malati e derelitti, che tenta di farsi carico delle pesanti ingiustizie che segnano la vita del suo tempo. Il re Lodovico, suo marito, non solo non tenta di frenarla, ma anzi condivide questo suo impegno; il che – osserva il Papa – dimostra che il segreto della felicità di coppia sta nell’impegno, non nel disimpegno: "Elisabetta aiutava il coniuge ad elevare le sue qualità umane a livello soprannaturale, ed egli, in cambio, proteggeva la moglie nella sua generosità verso i poveri e nelle sue pratiche religiose (…) Una chiara testimonianza di come la fede e l’amore verso Dio e verso il prossimo rafforzino la vita familiare e rendano ancora più profonda l’unione matrimoniale".

Altra grande figura femminile quella di santa Brigida, sposata felicemente per molti anni, con un marito, Ulf, con cui vive un matrimonio che è davvero unione di carne e di spirito, con una famiglia composta da otto figli, ma nel contesto di una intensa vita familiare Brigida trova spazio, e non uno spazio minore, per la crescita spirituale, legge e studia le Scritture, ha una dotta guida che la aiuta e la stimola. Dopo la morte del marito, comincia la sua seconda vita, come spiega il Papa, ancora più intensa e feconda, durante la quale approfondisce  l’unione con il Signore attraverso la preghiera, la penitenza e le opere di carità.  Dopo aver distribuito i propri beni ai poveri, pur senza mai accedere alla consacrazione religiosa, si stabilì presso il monastero cistercense di Alvastra. "Qui ebbero inizio le rivelazioni divine, che l’accompagnarono per tutto il resto della sua vita. Esse furono dettate da Brigida ai suoi segretari-confessori, che le tradussero dallo svedese in latino e le raccolsero in un’edizione di otto libri, intitolati Revelationes (Rivelazioni). A questi libri si aggiunge un supplemento, che ha per titolo appunto Revelationes extravagantes (Rivelazioni supplementari)". Un tesoro di mistica, dunque, insieme a pellegrinaggi e uno sforzo per diventare grande modello cristiano in un contesto allargato, per così dire, fuori dai confini del suo paese d’origine. Si comprende quindi  come sia divenuta " una figura eminente nella storia dell’Europa. Proveniente dalla Scandinavia, santa Brigida testimonia come il cristianesimo abbia profondamente permeato la vita di tutti i popoli di questo Continente. Dichiarandola compatrona d’Europa, il Papa Giovanni Paolo II ha auspicato che santa Brigida – vissuta nel XIV secolo, quando la cristianità occidentale non era ancora ferita dalla divisione – possa intercedere efficacemente presso Dio, per ottenere la grazia tanto attesa della piena unità di tutti i cristiani".

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Benedetto XVI, Donne nel Medioevo. Il genio femminile nella storia del popolo di Dio, Edizioni EDB, pp.168, euro 16