Letture, L'imitazione di Cristo, spiritualità in tempo di quarantena

Una nuova edizione di frasi scelte

Un dettaglio della copertina
Foto: Effatà
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"Non fare affidamento sulle tue forze, ma poni la tua speranza in Dio: fa' tutto ciò che sta in te, e Dio aiuterà il tuo sforzo. Non confidare nella tua scienza o nel sapere di altri, ma nella grazia di Dio, che innalza gli umili e abbatte i presuntuosi". È una delle tante indicazioni, segnali, tracce di cui è cosparso il cammino proposto da“L’ imitazione di Cristo", il capolavoro di mistica e di preghiera che da secoli si propone come guida spirituale di sempre viva forza e attualità.  Pensieri come quello ricordato prima si impongono alla riflessione in particolare in questi giorni travagliati che stiamo vivendo.

E proprio per la singolarità di questa nostro tempo sarebbe opportuno  riprendere in mano un testo che si è subito trasformato in un classico cristiano, un libro sempreverde, potremmo definirlo con semplicità. Abbiamo tempo per leggere con più attenzione e impegno - abbiamo molto più tempo, purtroppo - e possiamo approfittare del fatto che la Effata' editrice ha appena pubblicato in un libro -  si può farselo mandare o usare l'edizione ebook - dal titolo  "Perle dalla Imitazione di Cristo" , che raccoglie numerose  frasi folgoranti tratte da questo testo- base della spiritualità,  innanellate da un filo rosso che le percorre: la conoscenza di se'. Una conoscenza illuminata  dalla luce della fede.

L' "Imitazione di Cristo" è un testo giunto a noi anonimo: moltissime sono state le attribuzioni proposte, compresa la tesi di chi ha ritenuto l'opera frutto di autori diversi. Le tesi più accreditate, al momento, sono essenzialmente un paio: la prima, quella  che individua  nell'autore l'italiano Giovanni Gersenio,  abate del monastero di San Stefano a Vercelli all'inizio del XIII secolo. La seconda, a cui pure si dà molto credito,  consiste nell'attribuzione al fiammingo Tommaso da Kempis,  vissuto nel XV secolo. In ogni caso, qualunque siano il possibile autore o gli autori, l'opera quasi certamente arriva da un ambiente monastico. Lo stile è piano, lineare, semplice, intessuto di riferimenti e parafrasi di passi dell'Antico e NuovoTestamento,  e in questo modo sono diventati ottimo "veicolo" di  concetti complessi, espressi in una forma accessibile a tutti. Uno degli elementi che hanno contribuito sicuramente a renderla un'opera amata e molto popolare. Basti considerare che, dopo la Bibbia, si tratta del testo religioso più diffuso di tutta la cristianità occidentale.  Scritta in latino,  è costituita da quattro libri, ripartiti a loro volta in vari capitoli, scorrevoli e allo stesso tempo molto densi.

In essi si procede ad esaminare i meandri dell'animo. E la prima, innegabile  constatazione, inoltrandosi  nella lettura, è che davvero la natura umana è sempre la stessa. Dai tempi del Medioevo profondo da cui provengano queste pagine,  non è cambiata. Non ci sentiamo troppo lontani, come se quella voce venisse da un mondo a noi completamente estraneo. L'Imitazione mantiene intatta la sua attualitàL perché si rivolge all'uomo,  immutabile nel vortice dei tempi e delle cose. Nel Trecento come in questo 2020 siamo esposti a tribolazioni e tentazioni,  e al tempo stesso tesi  nel desiderio di infinito, sempre alla ricerca di un Altro che  dia pienezza di vita e totale appagamento. Nel testo appare evidente questa tensione, in cui si muove la costante contrapposizione fra Dio, fonte della vita e di ogni cosa creata, e l'uomo, nella sua miseria, limitatezza, imperfezione. Le nostre frustrazioni e le nostre ansie ci logorano l'animo, mentre riposare in Dio è l'unico atto che può donare vera pace. Difficile sopportare quanto ci sta accadendo? L'anonimo autore ci ricorda, oggi come sempre, che la nostra vita è un soffio, che tutto quello che ci lega quaggiù è destinato ad essere sciolto e che il nostro sguardo deve volgersi verso le realtà del cielo.

Parole che scavano dentro l'animo,  se si permette loro di farsi strada tra il groviglio confuso di chiacchiericcio e pensieri labili che troppo spesso ci ingombrano mente e spirito.  La voce dell'autore, chiara, limpida, capace di attraversare i secoli e le trasformazioni,   ci raggiunge e ci impone, in un  certo senso,  di fare pulizia, di far passare aria e luce dentro di noi. Così hanno fatto in molti  nel corso dei secoli, che in questo testo hanno trovato una fonte abbondante di acqua viva. Come santa Teresa di Lisieux.  Teresa, fin dalla adolescenza, portava sempre con se' questo libro e avendolo meditato a lungo era arrivata a conoscerne molti passi a memoria.

Lo stesso Voltaire,  non credente, riconobbe molti meriti a quest'opera, che era anche il testo di riferimento costante per papà Giovanni XIII. San Giuseppe Labre seguiva quasi alla lettera l'insegnamento del l'Imitazione.  Alla sua morte si scopri'  che gli unici suoi averi erano un Vangelo, un crocifisso, un breviario e una copia del De Imitatione Christi.

 

Perle della Imitazione d Cristo, edizioni Effata', euro 9

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