Letture, preghiamo Sant'Antonio con le sue preghiere più belle

La copertina del libro
Foto: Edizioni Messaggero di Padova
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La città è in festa, per celebrare il suo Santo, quello che è universalmente noto senza neppure citarne il nome per intero. Il Santo per antonomasia, ossia Sant'Antonio.  Che viene celebrato a Padova il 13 giugno.

Quest'anno l'affluenza di pellegrini registra un numero altissimo: ne sono arrivati almeno centomila,  per l'intera settimana di celebrazioni, senza contare chi è arrivato da solo, senza gruppo, o lo ha deciso all'ultimo momento.

Il culmine della festa è concentrato nella giornata del 13 giugno. Ma dalla notte precedente si susseguono veglie, pellegrinaggi, celebrazioni di messe. Si comincia con il cammino notturno  che parte dal quartiere dall'Arcella,  luogo in cui Antonio fu trasportato il 12 giugno 1231 gravemente infermo. Da qualche tempo si trovava a Camposanpiero, a una ventina di chilometri da Padova, in campagna.

Sentendosi morire aveva espresso il desiderio si recarsi a Padova, nella chiesetta di Santa Maria, dovrebe avrebbe voluto che il suo corpo riposasse per sempre. Si intraprese il viaggio, dunque, nel caldo torrido di quella giornata di inizio estate. Ma  il triste convoglio ad un certo punto dovette fermarsi e in una piccola stanza, adiacente ad un convento femminile dall'Arcella, Antonio spirò.  Per ricordare il transito terreno verso la vita eterna, e quel breve, doloroso momento di agonia, in cui però il Santo pregusto' la felicità che lo attendeva, la  tradizione vuole che si ripercorra quel tratto di strada che il Santo non poté fare. Ma non c'è mestizia o dolore, perché alla sua morte carnale egli ha acquistato, oltre alla vita eterna, quell'intensissimo rapporto che da secoli lo avvicina a milioni di devoti in tutto il mondo. Per cui Antonio è presente e vicino ogni giorno. E la festa prosegue per l'intero mese di giugno, a lui dedicato.

Per chi lo volesse rinsaldare attraverso la preghiera il suo rapporto speciale con il Santo ecco appena pubblicato dalle Edizioni Messaggero di Padova il libro "Preghiamo  con  Sant'Antonio", a cura di Giancarlo Paris, frate minore e grande divulgatore. Il libro è molto utile  anche per approfondire la conoscenza del grande taumaturgico. Si tratta della più ricca raccolta di preghiere, di orazioni tratte dai suoi Sermoni, insieme a quelle  ispirate ai suoi miracoli e ai suoi simboli,  legate alla tradizione popolare,  regionale, che sono  state cercate e ritrovate in libri antichi e sul retro di immaginette sacre, dei santini che ancora oggi sono una traccia luminosa e immaginifica  di questa devozione. Si prega per chieder e perdono,  per chiedere la grazia della salute, per venire liberati dalle tentazioni, per vincere i vizi, per la propria città,  per essere liberati dalla tristezza...

Si va dalle orazioni più tradizionali come il Si quaereis e la Tredicina, a quelle "inventate" dal popolo in ogni regione d'Italia, a testimonianza di una devozione grandissima e subito diffusa quasi capillarmente: dalla Lombardia alla Campania, dalla Sicilia alla Calabria e all'Abruzzo...Fino alle preghiere nuove. Invocazioni che sono nate dalle necessità tipiche di questa nostra vita contemporanea così complessa.

Le orazioni tratte dai Sermones sono forse le più suggestive e appassionanti. Perché fanno vibrare la parola stessa del Santo e introducono concretamente al suo mondo interiore e alla sua intensa spiritualità. I Sermones sono, del resto,  la grande opera letteraria e teologica di Sant'Antonio,  basata sulle Sacre Scritture secondo le letture proposte dalla liturgia domenicale e festiva del suo tempo. Fuoco co piste tra Padova e Bologna, allo scopo di offrire uno strumento utile ai predicatori, a partire dall'insegnamento fedele e appassionato del Vangelo. Sono stati scritti in latino medievale,  con eleganza ed erudizione. Abitualmente Antonio concludeva le singole parti dei sermoni con una preghiera, in buona parte una supplica per chiedere il perdono dei peccati. E da queste parole traspare il calore e insieme la grande dolcezza che il Santo sapeva trasmettere, con una contagiosa certezza dell'amore paterno di Dio che mai ci abbandona,  solo che glieLo permettiamo. Con queste esortazioni e invocazione realmente costruì quell'edificio quel l'ideale che aveva così definito, citando le Scritture: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera".

"Preghiamo con Sant'Antonio. Le più belle preghiere" a cura di Giancarlo Paris, Edizioni Messaggero Sant'Antonio, pp.204, euro 14

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