Letture, un calendario dedicato alle suore di clausura

La clausura in dodici scatti racchiusi nel primo calendario del monastero di santa Veronica Giuliani

Immagine del calendario
Foto: Calendario 2020 Laus Deo
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Un grande crocifisso tra pareti bianche e le volte profonde del soffitto, i veli neri delle suore che tremano leggermente, ai suoi piedi, mentre una luce tenute colpisce i muri e i capi chini in preghiera. E' una foto, in bianco e nero, di rara intensità e poesia, che documenta, una volta ancora, la vita in un monastero, nella scelta "estrema"; della clausura, ma soprattutto ritraggono la pace e l'intensità di questa vita che sfugge a qualsiasi definizoone. Una foto che, insieme ad altre undici, a sua volta è destinata a scandire la vita di molti altri, perché fa parte di un calendario.

Certo, non un calendario qualunque, a cui è stato dato il nome di Laus Deo 2020. Sfogliandolo, leggendolo, meditando grazie alle frasi scelte e tratte dall'immenso scrigno delle pagine scritte da santa Veronica Giuliani, i mesi scorrono tra le immagini intense che testimoniano la quotidianità di donne che vivono un'esistenza oggi più che mai definita folle. In realtà, molto meno folle di quella vissuta dalla maggioranza di noi. Senza correre dietro ai rumori e ai clamori del mondo, senza la smania del possesso, senza quel senso di frustrazione perenne e senza voler essere ovunque in un viavai insensato. Amando intensamente ogni istante che passa , ogni gesto, anche il più piccolo e apparentemente insignificante. Incontrando, in questo modo, l'Infinito, senza rinunciare a spalancare le porte al mondo, a vivere, anzi, più intensamente che mai questo incontro.

Il calendario dedicato alle suore di clausura è nato grazie alla collaborazione del monastero Santa Veronica Giuliani, a Città di Castello, e l'associazione Le Rose di Gerico, che lavora con diversi enti religiosi per l'accoglienza dei pellegrini, lo sviluppo e la promozione del territorio. Ds ricordsre che questa bellissima città possiede uno straordinario patrimonio artistico e religioso, con un numero incredibile di conventi, monasteri, chiese, istituti religiosi. Le sorelle, clarisse cappuccine - otto in tutto, compresa la badessa madre Giovanna - hanno aperto con gioia le porte della clausura ai fotografi Enrico Milanesi, Giuseppe Marsoner e Silvio Ficarra, che hanno così "catturato" immagini dei gesti e dei ritmi uguali e sempre diversi che tessono la vita dietro le grate, nel chiostro, nelle celle, nell'orto...
Il calendario è disponibile (ad offerta) presso il monastero, che si trova in via XI Settembre a Città di Castello, o presso l'associazione Le Rose di Gerico. A febbraio ci sarà la presentazione di "In cammino con santa Veronica Giuliani", un pellegrinaggio a piedi guidato, da organizzare da aprile a ottobre sulle orme della santa, dalla sua casa natale di Mercatello sul Metauro al monastero di Città di Castello.

Perché definire "Laus Deo" questo calendario? Si tratta di due parole scritte ripetutamente dalla santa a conclusione delle sue lettere e delle pagine del diario, dunque queste parole sono lo sfondo in cui si inquadrano, per così dire, le dodici fotografie. Restituiscono quel senso di infinito che si respira nel monastero, intriso anche del senso di mistero e di meraviglioso indissolubilmente legato alla vita di santa Veronica. Che è stata una delle più grandi mistiche della storia, vissuta per ben cinquant'anni in questo luogo. Ci era entrata a 17 anni, nel 1677, volendo diventare francescana, e vi morì nel 1727, dopo essere stata cuoca, infermiera, maestra delle novizie, badessa.

Dopo la morte, fu fatta un'autopsia sul suo corpo, e si scoprì qualcosa di straordinario: il suo cuore era trafitto da parte a parte. Dopo aver ricevuto le piaghe della Passione di Cristo, infatti - rivela nel diario spirituale - piansi molto e con tutto il mio cuore pregai il Signore di volerle nascondere agli occhi di tutti. Non si saprebbe nulla di queste esperienze, se il direttore spirituale di Veronica non le avesse ordinato di trascriverle. Lo fece per 30 anni e il risultato è "Tesoro nascosto", pubblicato in dieci volumi dal 1825 al 1928. Veronica Giuliani fu proclamata santa nel 1839.

Il fatto che avesse visioni, facesse esperienze fuori dal comune e intorno a lei si verificassero fenomeni difficilmente classificabili, resero la religiosa sospetta agli occhi di molti, fino al punto di far intervenire il Santo Ufficio, essendo sospettata addirittura di simulazione e di possessione diabolica. Ma il tempo e l'esempio della sua vita vissuta nell'umiltà, nell'obbedienza e nella carità operarono modo da trasformare l'ostilità e il sospetto nella convinzione che invece Veronica fosse veramente una donna toccata dal divino, dalla Grazia. Del resto, già la gente di Città di Castello di lei pensava questo. Il giorno della sua morte, il 9 luglio 1727, quando la campana del coro ne annunciò il decesso, tutta la città accorse al convento, per piangere la sua scomparsa ma ancora più per cominciare a venerarla come santa.

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