“L’Europa ha bisogno delle confraternite”

Francesco Antonetti, da 25 anni presidente del Forum delle Confraternite delle Diocesi di Italia, spiega il senso del Forum Paneuropeo delle confraternite

Francesco Antonetti, presidente del Forum delle Confraternite delle Diocesi di Italia
Foto: YouTube
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Le Confraternite cristiane, antidoto all’individualismo europeo. Lo sottolinea Francesco Antonetti, da un quarto di secolo a capo del Forum delle Confraternite delle Diocesi di Italia, in vista del Forum Paneuropeo delle Confraternite che si terrà a Lugano il 15 e 16 febbraio.

“La carità – sottolinea Antonetti - esercitata dalle confraternite vuole essere una manifestazione dell’amore cristiano, sia in ambito ecclesiale, sia a livello sociale. In passato, le confraternite possedevano vari ospedali, cimiteri… Oggi l’Europa ha più che mai bisogno di questo aiuto reciproco, di questo mutuo soccorso, per uscire dell’individualismo”.

È la prima volta che le confraternite europee si riuniscono in un forum. Nel programma, un intervento dell’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sotto il cui patrocinio si svolge l’evento. Sono oltre 15 mila le confraternite europee che saranno rappresentate, riunite per riflettere sulla loro missione nel continente europeo e redigere la Charta 2020, che delineerà il programma per l’anno in corso.

Antonetti presiede la Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia. Questa stata eretta dalla CEI il 14 aprile del 2000, ad oggi vanta 3100 confraternite iscritte, e ha come Assistente Ecclesiastico l’arcivescovo Michele Pennisi di Monreale.

Antonetti spiega che la confraternita è “un’associazione pubblica di fedeli facente parte della Chiesa Cattolica”, legata alla diocesi di appartenenza con un mandato preciso del vescovo che viene esplicitato nello statuto.

“Per definire in modo completo ed esauriente quella che è la confraternita - spiega ancora Antonetti - possono essere utilizzate quattro parole: culto, carità, catechesi e cultura. La costruzione e il mantenimento dei luoghi di culto, l’assistenza materiale ai poveri, i corsi di formazione dei membri, e la tutela del patrimonio artistico, sono alcune delle tante attività tipiche delle confraternite”.

Antonetti sottolinea che “il confratello è una persona qualunque”, senza limiti di categoria sociale, con la preghiera che è “il vero collante delle confraternite”.

Alcune confraternite chiedono ancora il noviziato, “un periodo durante il quale si fa formazione e si vive la realtà confratellare”, mentre in altre “è sufficiente dimostrare di essere un buon cattolico. In ogni caso, a coloro che entrano a far parte di una confraternita è chiesto di aderire allo statuto, quasi una regola che ne definisce identità e missione. Essere confratelli significa prima di tutto mostrare obbedienza allo statuto, approvato dal vescovo locale, perché fornisce il mandato alla confraternita”.

Antonetti sottolinea di “credere molto in questa idea del Forum, di un luogo di incontro, di condivisione e di confronto sul nostro contributo all’idea di unione del continente europeo. Mi piace l’idea di farne parte, di poter, grazie ad esso, condividere insieme ad altri il mio essere cittadino di una nazione, di un continente da fedele cristiano. Mi piacerebbe poter trasmettere questo desiderio di comunione tra le confraternite anche fuori dell’Europa: in America del sud, per esempio, dove le confraternite sono numerose. Il senso del nostro cammino infatti non è solo un ‘passeggiare’, è un cammino che ci conduce, tutti insieme, incontro al Signore”.

La sfida per le confraternite in Europa, prosegue Antonetti, è “soprattutto quella di far capire che anche dalla tradizione vengono rafforzate le radici del cristiano in Europa”.

Aggiunge Antonetti: “In passato il confratello professava la religione cattolica, spiegandola attraverso le sue forme più semplici, ed esisteva una forte capacità di aiutarsi nella carità, vera e propria espressione del nostro essere cristiani. La nostra carità infatti non nasce solo per essere di aiuto al confratello, ma deve passare anche attraverso la figura di Cristo. Questo in Europa è esistito per tanti secoli, tant’è che vediamo che ancora oggi esistono le confraternite, che possono essere ancora testimoni di questa realtà, facendo sì che il cristianesimo rimanga ancora vivo, in una forma che gli consenta di proseguire, attualizzandosi”.

Negli ultimi vent’anni, le confraternite hanno cercato di far crescere il senso di appartenenza, e – spiega Antonetti – “il percorso italiano è un po’ paradigmatico di quello che potrebbe avvenire in Europa. Non a caso abbiamo voluto creare questo legame, che già in passato avevamo tentato di attuare, e oggi questo sembra ancora più possibile anche grazie alla Confraternita di San Carlo Borromeo”.

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