Lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra, Gubbio e Federico da Montefeltro

La grande mostra per i 600 anni della nascita del mecenate e i suoi rapporti con la Chiesa

Il logo della mostra
Foto: www.mostrafedericogubbio.it
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"Ricordare la figura di Federico da Montefeltro significa fare memoria non solo delle vicende storiche e artistiche del signore e mecenate rinascimentale, ma anche dei suoi legami con la Chiesa del tempo e del suo rapporto con il sacro". Così  Luciano Paolucci Bedini, Vescovo di Gubbio ha presentato la mostra che fino al 2 ottobre celebra a Gubbio la nascita del Duca di Montefeltro avvenuta nel 1422 nella cittadina umbra. Palazzo Ducale, Palazzo dei Consoli e Museo Diocesano ospiteranno un’ampia esposizione di opere concesse in prestito da prestigiose istituzioni italiane e straniere, e da collezionisti privati.

"Certo- spiega il Vescovo - con i parametri del pensiero socio-politico e religioso di oggi e la doverosa distinzione tra poteri temporali e percorsi spirituali e di fede, la vita e le scelte del Duca ci appaiono come un intricato romanzo storico. In questo contesto, non sempre è facile mettere a fuoco le scelte di “governo” di Federico nei rapporti con Roma e il Papato, visto che fu pure scomunicato per un periodo, ponendole poi in relazione con la sua personale religiosità. Un interessante cammino di fede che il Duca ha iniziato fin da fanciullo e che - nel corso della sua vita - ha approfondito anche grazie ad amicizie come quella con i monaci camaldolesi di Fonte Avellana e con san Bernardino da Siena. Tra i campi toccati dal suo mecenatismo artistico e culturale, c’è anche quello dell’astrologia che aveva voluto “cristianizzare” nella sua corte. Di questo, in particolare, ci narra il percorso espositivo nel Polo museale diocesano di Gubbio".

"Lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra” è il titolo della grande mostra dedicata a “Federico da Montefeltro e Gubbio. Grande condottiero, capitano di ventura e uno dei principali mecenati del Rinascimento.

La mostra ripercorre i momenti gloriosi vissuti dalla città di Federico e del figlio Guidubaldo, l’ultimo dei Montefeltro, dalla nascita del duca nel 1422 alla morte di Guidubaldo nel 1508. C'' tutta la storia di Gubbio tra la fine del Trecento e gli inizi del Cinquecento. 

Tra i donatori di opere per la esposizione anche la Biblioteca Apostolica Vaticana, che conserva l’intera biblioteca di Federico e dei suoi successori. In mostra sono esposti eccezionalmente quindici splendidi manoscritti (tra essi solo due facsimili), distribuiti fra le tre sedi della mostra.

Il legame con Gubbio di Federico è forte tanto che fece edificare a Gubbio un proprio palazzo, integrandovi quelle che erano le sedi delle antiche magistrature della città umbra, abbandonate già nel 1321. Il palazzo di città di fronte alla cattedrale ricorda quello famoso di Urbino: poteri politico e religioso affiancati e l’uno in prosecuzione dell’altro.

Una concezione tutta rinascimentale del potere e del rapporto con la fede. La mostra è il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2018 con l’esposizione “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi” e proseguito nel 2021 con la mostra “Oro e colore nel cuore dell’Appennino. Ottaviano Nelli e il ʾ400 a Gubbio” come ricorda Marco Pierini, direttore regionale Musei Umbria. Ogni sede della mostra ospita un ambito peculiare con più sezioni che abbracciano nella totalità la figura celebre di Federico da Montefeltro. A Palazzo Ducale è raccontata la vita di corte, le vicende costruttive del palazzo e le arti a Gubbio nel periodo feltresco. Palazzo dei Consoli presenta una prima sezione dedicata al fare, guardare e pensare la guerra all’epoca di Federico da Montefeltro e un’altra alla cultura umanistica del duca. Al Museo Diocesano, infine, l’esposizione è dedicata alle scienze matematiche, astronomiche e astrologiche, particolarmente care alla corte e al duca.

Tra gli oggetti in mosta anche la lunga lettera latina che Baldassarre Castiglione scrisse nel giugno 1508 «ad sacratissimum Britanniae Regem Henricum de Guido Ubaldo Montefeltro Urbini duce», annunciando la scomparsa dell’erede di Federico, ultimo del ramo diretto della dinastia marchigiana. 

Il Museo Diocesano ospita la sezione, curata da Patrizia Castelli, dedicata alla spiritualità di Federico in rapporto con i suoi interessi astronomici con una scelta di manoscritti, incunaboli, strumenti astrologico-astronomici e persino amuleti, la cui presenza nella corte urbinate è attestata attraverso la Pala di Brera e la Madonna di Senigaglia di Piero della Francesca

L’esposizione, a cura di Francesco Paolo Di Teodoro con Lucia Bertolini, Patrizia Castelli e Fulvio Cervini, accende  così i riflettori su questo illustre personaggio della storia italiana. 

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