"Liberi di partire, liberi di restare", Bassetti: "troppa aggressività contro i migranti"

Conclusa la campagna CEI: finanziati 130 progetti, per un totale di oltre 27 milioni di euro

La Messa presieduta dal Cardinale Bassetti
Foto: YouTube - CEI
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“Le parole ispirate che vengono da Dio invitano all’apertura e alla carità. Ci mettono in guardia, anzi, da ogni egoismo. Tra le opere di giustizia sulle quali verremo giudicati  vi è anche quella dell’accoglienza nei confronti degli stranieri”. Lo ha detto il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nell’omelia della Messa celebrata stamane a conclusione della iniziativa CEI “Liberi di partire, liberi di restare”.

Oggi verso i migranti – ha osservato l’Arcivescovo di Perugia – constatiamo che  “molte volte le parole che vengono dal mondo sono di chiusura ed esclusione, se non addirittura aggressive”.

La campagna CEI – ha detto ancora il Cardinale –  “è stata un’occasione preziosa non solo per la nostra Chiesa, ma per tutta la società, che ha profondamente bisogno di agire concretamente e con giustizia e di avere informazioni corrette, riconoscendo non solo la complessità dei problemi riguardanti le migrazioni, ma anche ricordando a tutti che i migranti sono un valore e un tesoro per le città e i paesi. Si è trattato di un lungo cammino di condivisione di storie e di iniziative che hanno cercato di gettare uno sguardo e porgere l’aiuto possibile sul vasto fenomeno delle migrazioni, che interessa da sempre il bacino del Mediterraneo, ma che ormai è divenuto un fenomeno planetario, con milioni di persone in tutto il mondo che sono alla ricerca di una vita migliore”.

Attraverso “Liberi di partire, liberi di restare” – ha detto invece Monsignor Stefano Russo, Segretario Generale della CEI – e con i fondi dell’8xmille sono stati finanziati 130 progetti, per un totale di oltre 27 milioni di euro.

“Non basta garantire – ha aggiunto il presule -  un tetto e un po’ di cibo: se non si favorisce l’incontro reale e non si offrono strumenti per l’integrazione, si consegnano i migranti all’emarginazione, alla ghettizzazione e alla criminalità organizzata”.

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