L'impegno della Chiesa contro la tratta delle persone

La conferenza stampa del Cardinale Nichols
Foto: MM Acistampa
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Serve “un impegno concertato, fattivo e costante, sia per eliminare le cause” delle nuove forme di schiavitù, “sia per incontrare, assistere e accompagnare le persone che cadono nei lacci della tratta. Il numero di queste vittime cresce, purtroppo, ogni anno. Sono i più indifesi, ai quali viene rubata la dignità, l’integrità fisica e psichica, persino la vita”. Lo ha detto Papa Francesco che ha ricevuto in udienza i Membri del “Santa Marta Group” in occasione della Conferenza contro il traffico di esseri umani. 

Il Gruppo Santa Marta è l’organismo internazionale contro il traffico di esseri umani lanciato nel 2014 da Papa Francesco.

Francesco ha assicurato la sua preghiera ed il suo sostegno e di è detto certo che “il Signore saprà ricompensare quanto è fatto a questi piccoli della società di oggi. Lui ha detto: avevo fame… avevo sete… e mi hai aiutato; oggi potrebbe dire anche: ero abusato, sfruttato, schiavizzato… e mi hai soccorso”.

Terminata l’udienza con il Papa il Cardinale Arcivescovo di Westminster Vincent Nichols, Presidente del “Gruppo Santa Marta”, ha incontrato i giornalisti durante una conferenza stampa in Vaticano.

“Abbiamo presentato al Papa il report della nostra attività e il Papa ha voluto ascoltare la voce delle vittime”, ha spiegato il porporato che ha lasciato il microfono a due sopravvissuti alla tratta che hanno incontrato questa mattina il Pontefice.

Al Bangura è un giovane proveniente dalla Sierra Leone. La sua storia comincia quando un cittadino francese lo incontra e gli propone di andare in Europa per diventare un calciatore professionista. Si fida, e l’incubo ha inizio. Prima a Parigi, poi a Londra Al finisce in un giro di prostituzione. Fortunatamente riesce a fuggire, accolto in una casa famiglia nel sudest dell’Inghilterra ha iniziato a giocare a pallone fino a quando un osservatore di una squadra di Premier League non gli propone un contratto, questa volta vero.

La storia di Princess Inyang è simile a quella di Al. Vittima della tratta è giunta dalla Nigeria in Francia nel 1999 dietro la promessa di un buon lavoro in Europa. Giunta in Italia è stata costretta a prostituirsi. Grazie all’aiuto della Caritas di Asti è riuscita a fuggire e ora si impegna per salvare molte persone che hanno vissuto il suo stesso incubo.

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