Linguaggi pontifici, come vestono i Papi

Anche l’abito dei Papi ha un particolare significato, che va ricercato nella storia. Perché ogni cosa, in Vaticano, è un simbolo

Una immagine di Giovanni XXIII, con stola pontificia e mozzetta con ermellino
Foto: PD
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Quando Papa Francesco uscì dalla Loggia delle Benedizioni, subito dopo l’elezione, non portava la mozzetta rossa, una mezza mantella degli ecclesiastici che copre solo le spalle. Si trattava, in qualche modo, di una rottura della tradizione. Perché i Papi vestono di bianco e di rosso da secoli, secondo un universo simbolico che si era affermato in epoca carolingia, e che poi era stato codificato intorno al 1400. In quella codifica, molto aveva fatto il periodo avignonese, da cui deriva, come abbiamo visto, anche una parte considerevole  del cerimoniale così come è stato codificato.

L’uso della mozzetta non va separato dall’uso della stola papale. E il tutto si riconduce all’uso del bianco e rosso. Monsignor Stefano Sanchirico, già prelato di anticamera di Sua Santità, sottolinea che “l’uso dei colori bianco e rosso quali distintivi della dignità pontificia lasciano tra l’altro scorgere quel processo di imitatio imperii del vescovo di Roma, di cui il Constitum Constantini costituisce la giustificazione e la sanzione giuridica più evidente”.

In quel documento si sanciva il passaggio delle insegne imperiali dall’imperatore Costantino a Papa Silvestro. Le insegne erano il phrygium,, la clamis purpurea, cioè il mantello di porpora, e gli imperialia scectra, che già a partire dal IX secolo cominciano a svolgere un ruolo nei riti di insediamento del Papa.

E così, “la progressiva importanza che si darà al rito di intronizzazione e di coronazione – spiega monsignor Sanchirico – come pure il fatto che alcune elezioni avvenivano fuori Roma introdussero, accanto all’atto formale di adozione di un nuovo nome da parte del Papa, l’uso di ammantare, subito dopo l’elezione, con la cappa rubea, o purpurea, il neo eletto Papa”.

Il primo ad essere ammantato fu Leone IX, eletto a Worns, nel 1048, mentre la prima volta certa del rito a Roma avvenne con l’elezione di Gregorio VII nel 1073.

Il fatto che Costantino abbia consegnato tutte le insegne dell’Impero Romano è alla base della ragione che il Papa esibisce tutto questo apparato anche nelle grandi processioni, come un tempo usavano fare gli imperatori.

L’uso della veste bianca da parte del Papa è antichissimo. Guglielmo Durando, nel suo Rationale Divinorum Officiorum del 1286, nota che “il Sommo Pontefice appare vestito di un manto rosso all’esterno, ma all’inetrno è ricoperto di veste candida, perché il bianco significa innocenza e carità, il rosso esterno simbolizza invece il sangue di Cristo”.

Chiosa Monsignor Sanchirico: “I colori bianco e rosso rendono così visibile ciò che il Papa rappresenta: la persona di Cristo e la Chiesa suo corpo mistico”.

Questi colori troveranno una codificazione precisa nel cerimoniale di Agostino Patrizi-Piccolomini e Giovanni Burcardo, il quale – racconta monsignor Sanchirico – “disporrà che il neo eletto pontefice, indossata la veste bianca, venisse ammantato del manto rosso pontificio dal cardinale priore dei diaconi, conservando la stola indossata secondo il rispettivo ordine di appartenenza o senza, qualora l’eletto non fosse insignito neanche dell’ordine diaconale”.

Era una vesta abituale non solo per le situazioni liturgiche, ma anche per le occasioni pubbliche e solenni del Papa.

La mozzetta non è veste particolarmente antica. Prende, in alcune cicostanze, il posto del manto, usato dai sommi pontefici, e il suo uso inizia proprio durante il periodo Avignonese, come aggiunta dell’abito papale e a motivo del clima più ostile, e poi rimase anche tornati a Roma. E sarà quell’abito a diventare l’abito pubblico del Papa, con le funzioni simboliche del manto rosso e della veste bianca. L’uso di stola e mozzetta diventa sempre più frequente dal 1400, riservato solo al pontefice. Dal 1513, i Papi terminarono di prendere possesso della Basilica Lateranense in mitra, o regnum e manto papale, usando così la mozzetta e la stola, mentre la simbologia dei colori ritornava anche sui finimenti dei cavalli utilizzati dai Papi, fino a quando fu introdotta la carrozza.

Il Papa usava la stola – spiega monsignor Sanchirico – “ogni qual volta compariva in pubblico o per qualche funzione non strettamente liturgica”, ed è sempre ricamata in oro, lunga un palmo sotto il ginocchio. Continua monsignor Sanchirico: “L’uso della croce papale si univa sempre a quello della croce papale: portata dal suddiacono apostolico, un uditore di Rota, precedeva sempre il Papa ad ogni uscita ed aveva carattere di ufficialità”.

 

(11 – continua)

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