L'insegnamento di Gesù? Non è negoziabile, ammonisce il Cardinal Mueller

Il Cardinal Mueller fuori dal Palazzo del Sant'Uffizio, in una delle pause del Sinodo dei vescovi
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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“Non è possibile negoziare sull’insegnamento di Gesù”. Il Cardinal Gehrard Ludwig Mueller, prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, lo sottolinea in una lunga intervista al Koelner Stadt Anseiger, il giornale della diocesi di Colonia. Una linea dritta, quella del “guardiano della fede”. Già al convegno sulla Deus Caritas Est, in una inconsueta (per lui) interpolazione a braccio, sottolineò che “non ci può essere un matrimonio tra due uomini”, e che dirlo “non significava entrare in cose politiche”, ma chiedere ai politici di “rispettare la natura umana”. E, in una intervista esclusiva ad ACI Stampa nel dicembre 2015, aveva messo in guardia da un mal interpretato concetto di misericordia: “Misericordia non significa laissez faire”.

Le parole del Cardinal Mueller assumono una importanza ancora più cruciale in questi giorni, quando è attesa la pubblicazione dell’esortazione post-sinodale (forse per il 19 marzo). Si è parlato di numerosi rilievi dottrinali al testo da parte della Congregazione da lui guidata, ma anche da parte del teologo della Casa Pontificia, il domenicano Wojciech Giertych. E il dibattito sembra farsi sempre più acceso.

Chiedono al Cardinal Mueller della “battaglia per il futuro della Chiesa” cui si era riferito il Cardinale Walter Kasper in una intervista alla vigilia del Sinodo 2015. E il prefetto risponde: “Il Cardinal Kasper è poi tornato indietro, ritrattando l’affermazione. Una battaglia ha lo scopo di distruggere il nemico. Ma qui non si tratta di soggiogare altre persone, e non si tratta certamente di nemici. Il soggetto era l’insegnamento sul matrimonio”.

Sì, concede il Cardinale, “si può combattere per trovare il miglior modo di gestire una situazione difficile, per esempio quella dei divorziati e risposati”. Ma – ammonisce poi – “certamente non è possibile mettere l’insegnamento di Gesù Cristo sul tavolo perché sia negoziato”. E – sottolinea – “l’insegnamento è: non divida l’uomo ciò che Dio ha unito”. “Non ci può essere compromesso attraverso il quale noi umani cambiamo il chiaro insegnamento di Dio in qualcosa di vago” E un “solido approccio pastorale è l’opposto della relativizzazione della parola di Cristo”

Quindi, il Cardinal Mueller prosegue: “Il Papa dice sempre” che la questione dei divorziati risposati “non riguarda solo l’accesso alla comunione, ma la loro integrazione nella vita della Chiesa, il cui passaggio finale è costituito dalla comunione, dopo un processo di conversione e penitenza, e se i prerequisiti necessari sono stati soddisfatti”.

Insomma, “un secondo matrimonio, un secondo sposo, finché l’altro sposo è in vita, non è possibile secondo l’interpretazione della Chiesa della parola di Dio”, e dunque “il Papa e tutti noi vogliamo evitare con cura che le persone lascino la Chiesa come vie di salvezza. Ci sono piuttosto altre forme di partecipazione alla vita della Chiesa, che sono valide da un punto di vista teologico”.

E al Cardinal Reinhard Marx che considera “irrealistico e fuori dalle necessità della vita contemporanea” il fatto che una coppia possa vivere insieme come fratelli e sorelle, il Cardinal Mueller risponde: “Anche gli apostoli dissero la stessa cosa, quando Gesù spiegò loro l’indissolubilità del matrimonio. Ma quello che sembra impossibile a noi umani è reso possibile dalla grazia di Dio” .

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