Lituania, le indulgenze per la Madre della Misericordia nel segno di Giovanni Paolo II

Come ogni anno, in occasione della Festa della Madre di Misericordia della Porta dell’Aurora, c’è una settimana di indulgenza plenaria. Tema della commemorazione quest’anno è Totus Tuus, in onore di San Giovanni Paolo II

La Porta dell'Aurora, a Vilnius, dove si trova l'icona di Maria Madre di Misericordia
Foto: AG / ACI Group
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È “Totus Tuus”, il motto episcopale di San Giovanni Paolo II preso dalla consacrazione a Maria di San Luigi di Monfort, il tema della settimana di indulgenza plenaria che si tiene a Vilnius, in Lituania dal 14 al 22 novembre. Una settimana che ricorda la festa della Madre della Misericordia della Porta dell’Aurora, che cade il 16 novembre.

Il Santuario della Madre della Misericordia della Porta dell’Aurora è particolarmente caro al popolo lituano. Lì fu esposta per la prima volta il ritratto della Divina Misericordia, il cui originale è proprio a Vilnius, ora in una cappella dedicata dove c’è adorazione eucaristica perpetua. A quell’immagine guardava Suor Faustina Kowalska, che arrivò a Vilnius proprio nella Congregazione che venerava la Madre della Misericordia. Fu davanti alla riproduzione di quella icona, incoronata nel 1927 per volontà di Pio XI, che Giovanni Paolo II disse le sue prime preghiere private da Papa nella Cappella Lituana nelle grotte vaticane.

Nell’anno del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, era dunque naturale dedicare a lui la settimana di celebrazioni. La settimana è iniziata il 15 novembre, con una Messa celebrata dall’arcivescovo Gintaras Grusas di Vilnius proprio nella cappella della Porta dell’Aurora, con una finestra aperta. Ogni giorno è dedicato a una preghiera particolare: per la carità della Chiesa, per i sacerdoti e consacrati, per i seminaristi lituani, per gli agricoltori, per gli operatori dei media, per bambini scolari, giovani, insegnanti, catechisti, funzionari, politici, pazienti, medici, infermieri, famiglie, emigranti.

Anche il Parlamento lituano ha proclamato il 2020 come l’anno di Giovanni Paolo II. Tutte le riflessioni sulle indulgenze sono dunque dedicate alla vita del Papa polacco, ai suoi pensieri, alla preghiera Totus Tuus e a come il Papa polacco viveva questa totale dedicazione alla Vergine.

Giovanni Paolo II si soffermò nel Santuario della Porta dell’Aurora durante il suo viaggio in Lituania, il 4 settembre 1993. Lì pregò il rosario, definendo la Porta dell’Aurora come “un luogo di incontro con la Madre di Cristo e la Chiesa, e per l’unità di tutti i credenti in questo Paese”.

Ma come nasce il santuario della Porta dell’Aurora? Quando i Tartari nel 1503 attaccarono le terre lituane, il Granduca Alessandro diede a Vilnius il privilegio di costruire fortificazioni in mattoni intorno la città, che fu completata nel 1522. La porta dell’Aurora, a quel punto, era già stata costruita, perché viene menzionata per la prima volta nel 1514, come porta acialis, porta tagliente. Nessuno ha mai capito il perché di quel nome, come nessuno è mai riuscito a risalire al momento in cui il nome sia diventato Porta dell’Aurora.

L’icona di Madre della Misericordia non è stata subito collocata nella cappella, mentre all’inizio era in una piccola nicchia all’interno del cancello, mentre una copia del Salvatore del mondo era all’esterno.

Nel 1626, i Carmelitani scalzi decidono di costruire un monastero e una chiesa alla Porta dell’Aurora. Questa viene consacrata solo nel 1964, dedicata ai dottori della chiesa carmelitani, e da qui la congregazione si occupa del dipinto, che veniva da loro venerato e diffuso in città.

Tra il 1668 e il 1671, le autorità cittadine diedero dunque ai carmelitani il patrocinio dell’immagine, per la quale fu costruita una cappella di legno. Nel 1702 gli svedesi occupano Vilnius, e diviene vietato venerare il dipinto e in generale ogni forma di culto. Un proiettile ha rovinato il dipinto, mentre nel 1711 l’icona subisce anche i danni di un incendio della cappella. Così, nel 1829, è stata ricostruita la cappella, in stile neoclassico, in modo che i fedeli potessero pregare per strada.

Nel 1844, il monastero fu ceduto agli ortodossi, e la cappella al clero diocesano, che da allora ha permesso libero accesso. C’era, comunque, da tempo il progetto di un accesso dei fedeli alla Porta dell’Aurora.

Oggi, la Vergine della Misericordia protegge Vilnius, e la Porta dell’Aurora è oggetto di moltissimi pellegrinaggi.

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