L'oblazione benedettina e la testimonianza laicale

San Benedetto nel fondare il monastero ha voluto abbracciare il mondo. Questo è il senso più autentico del testo sugli oblati benedettini, edito dall’Abbazia di Praglia.

La copertina del volume
Foto: Abbazia di Praglia
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

San Benedetto nel fondare il monastero ha voluto abbracciare il mondo. E questo è il senso più autentico del testo sugli oblati benedettini, edito dall’Abbazia di Praglia.  

Amore alla preghiera, lavoro e studio sono parte integrante della vita del laico che vive nel proprio ambiente la spiritualità del Grande di Norcia.  

Nella presentazione l’Abate, padre Bruno Marin, osserva che “l’oblazione monastica, a partire dal Concilio Vaticano II, e in particolare dal Sinodo dei Vescovi sui laici e la conseguente Lettera ap. “Christifideles laici”, ha conosciuto un “crescendo” ininterrotto di interesse da parte sia degli stessi oblati, sia degli Abati e monaci; e questo tanto in Italia che fuori” (pag V.). 

Scopo specifico della chiamata non è tanto vivere dentro un monastero, ma portare quella parola al di là, per far fruttificare la linfa benedettina nella società. 

Storicamente, vivente lo stesso fondatore, moltissimi laici salivano a Montecassino chiedendo consigli e direzione per quel quotidiano che comporta l’affermazione più piena della vocazione battesimale, ed è appunto questo il senso più intimo dell’oblazione: vivere con Cristo e per Cristo alla sequela di San Benedetto e della sua famiglia religiosa.  

Una donazione spirituale che si fa vicinanza alla vita dei monaci è parte di quel cammino che inizia nel cuore per arrivare al mondo. 

Nel testo, curato da Sofia e Giovanni Dardanello, spiccano i tanti esempi e le modalità con le quali partecipare alla vita benedettin, per diventare luce e sale della terra. 

Monsignor Mariano Magrassi nella prefazione osserva come l’oblazione” è un atto straordinario che dà unità a tutta la vita. Ciascuno diventa, a imitazione di Cristo, altare, vittima e sacerdote in forza del battesimo” (pag. VIII). 

Questo il senso più pieno della scelta di tanti uomini e donne che condividono lo stesso percorso. 

Nel testo, curato in ogni sua parte ed arricchito da vari contributi, si mettono in luce, con profondità, tutti gli aspetti della vita del laico: dal lavoro, all’impegno apostolico per finire alla malattia, come momento che tocca l'esistenza. Un itinerario di formazione e spiritualità che illumina rendendo l’oblato sempre più cosciente del proprio ruolo nella Chiesa e nella società.  

Non fuga ma cammino nel mondo è infatti il capoverso di un capitolo dell’opera che indica l’amore e la cura per il creato e l’attività dell’uomo che, in sinergia, devono far sposare la parola del vangelo con gli impegni della vita, “un cammino, dunque, incontro al mondo per viverci dento e portarvi il lievito di Cristo” (pag.152). 

Di questo e tanto altro parla questo interessantissimo volume che porta la freschezza del Vangelo e della Regola benedettina nella vita di tutti i giorni per dare senso a quel quotidiano che abita nel cuore dell’uomo. 

 

Oblati Benedettini, 

Testimoni da laici del primato di Dio e di Cristo, 

Abbazia di Praglia, 1996, pag.327, euro 23.00. 

Ti potrebbe interessare