L'Ora della Madre, il legame tra Oriente ed Occidente in Maria

Una immagine di Maria
Foto: Aci Group
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“Il Venerdì Santo è l’«Ora» di Cristo: «Ora» in cui, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino all’ultimo segno (Gv 13, 1), consumando per loro e per i peccati di tutti la sua immolazione di Vittima sull’altare della Croce: ai suoi piedi, per divino volere, stava Maria, a lui indissolubilmente unita nel dolore e nell’offerta.

Il Sabato Santo è l’«Ora» della Madre: «Ora» tutta sua, nella quale lei, la Donna, la Figlia di Sion, la Madre della Chiesa, visse la prova suprema della fede e dell’unione al Dio Redentore”.

Si apre così la presentazione del libro per la celebrazione dell’ Ora della madre che a Roma si celebra a Santa Maria Maggiore.

Un appuntamento alle 10.30 con la preghiera guidata dal cardinale Stanislaw Rylko, arciprete della basilica, accompagnato dalla Corale Jubilate Deo. Nell’Ora della Madre, dunque, ricordano gli organizzatori del Centro di Cultura Mariana Madre della Chiesa, diretto da P. Ermanno M. Toniolo O.S.M., professore della Pontificia Facoltà Teologica «Marianum», in collaborazione con le Suore Figlie della Chiesa di Santa Maria in Via Lata dunque, viene celebrata la Madre della nostra fede “per entrare con Lei nella gioia pasquale del Signore Risorto”.

Ancora nella introduzione del libro per seguire la liturgia si legge:  “Straziata dal dolore per il Figlio ucciso e sepolto, per l’ingratitudine e l’infedeltà del popolo eletto, per il tradimento e l’abbandono dei più intimi discepoli, per l’ottusità di tutti nel credere che egli sarebbe risorto come aveva predetto, anch’essa è provata dalla tentazione del dubbio, al quale eroicamente resiste, aggrappandosi alle parole del Figlio e alla fedeltà del Padre onnipotente. È la Madre della nostra fede. Credette contro ogni evidenza, sperò contro ogni speranza. Per questo il Sabato Santo è l’«Ora» sua, nella quale davvero completò in sé quel che mancava ai patimenti del Cristo a favore della sua Chiesa (cf. Col 1, 24): poiché – dicono antichi autori – in quel giorno tutta la Chiesa si raccolse nel suo cuore di Madre, e con la Chiesa si raccolsero e fiorirono in lei le speranze e le attese del mondo.

Fin dai primi secoli la Chiesa d’Oriente e d’Occidente ha sentito e celebrato questo misterioso legame che congiunge, come ponte, il Venerdì Santo alla Domenica di Pasqua, passando attraverso il cuore di Maria, ed ha guardato la Vergine come rappresentante ed espressione di tutta la Chiesa redenta, che attende trepida l’alba della risurrezione. Anche oggi, nel Sabato Santo, la Chiesa bizantina canta davanti all’icona di Cristo sepolto i lamenti della Madre”.

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