L'umanesimo cristiano di Giovannino Guareschi

Lo scrittore raccontò la fede nel suo Don Camillo

Giovannino Guareschi
Foto: pubblico dominio
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Due grandi baffi neri hanno disegnato il viso di Giovannino Guareschi (1908-1968). Parmense di nascita, la sua vita è passata attraverso la storia ed i dolori dell'Italia come nessuno mai.

Giornalista, scrittore, prigioniero durante la Seconda guerra mondiale, di prove ne ha affrontate tante ma tutte con quella fede, semplice e granitica, appresa dalla madre ed evidenziata nei suoi scritti. Il suo nome è ricordato per i racconti di don Camillo e del sindaco di Brescello, Peppone. Mondo piccolo. Don Camillo ed il suo gregge, Il compagno don Camillo, Don Camillo ed i giovani d'oggi, alcuni dei titoli di quei lavori.

In un mondo, disegnato e chiuso, si respira in Don Camillo e Peppone il sapore della bellezza e della fratellanza fatta di tante piccole cose che oggi, sembrano scomparse ma che sono preziose.

Seppur su posizioni diverse fra i due c'è stima ed incondizionato aiuto reciproco. Tanti gli episodi che mettono in mostra ciò: da quando si danno da fare a causa della piena del fiume per  soccorrere la popolazione, a quando evitano il peggio in uno scontro politico per uno sciopero che rischiava di far morire moltissimi capi di bestiame se non fossero intervenuti in tempo.

Di questo e  di tanto altro è fatto quel mondo, nel quale il dolore e la sofferenza sono vissute alla luce delle fede nel grande Cristo che parla al cuore del sacerdote.

Gente semplice e fatta di cuore che Guareschi ha disegnato sulla scorta della propria vita e dei tanti incontri di autentici cattolici che hanno illuminato la propria strada a partire da padre Lino Maupas famoso in tutta Parma per il gran bene fatto.

Da tutto ciò filtra la fede dello scrittore fatta di amore alla tradizione, ma anche di quel profondo senso di umanità, messo a fuoco nell’essere fratello tra fratelli nelle tante pieghe dell'esistenza.

Un credo, vivo ed autentico, in grado di esprimersi con le parole ed i gesti del cuore, piuttosto che con le formule.

Le storie che - come scrive l'autore - sono raccontate dal grande fiume, rappresentano uno spaccato di vita che rivive tutti i giorni nella vita delle persone.

Quel mondo che è stato anche oggetto di una serie cinematografica, prodotta dalla Titanus negli anni Cinquanta, con Fernandel nei panni di don Camillo e Gino Cervi in quelli del sindaco Peppone, ha fatto crescere centinaia di generazioni, educandole al bene ed al modo di essere con gli altri.

Seppur lontano nel tempo non lo è ed il suo insegnamento parla nella vita di tutti i giorni. Il mondo cambia, ma quel profondo senso del divino che splende nelle pagine di Giovanni Guareschi è e sarà sempre attuale, in quanto parla al cuore dell'uomo e questo non può invecchiare nè passare di moda, in quanto è come la bontà che è eterna.

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