Madre Teresa attraverso le parole del suo postulatore

Padre Brian Kolodiejchuk
Foto: Meetingrimini.org
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Madre Teresa di Calcutta diventerà Santa per volere di papa Francesco, che la canonizzerà domenica 4 settembre in piazza San Pietro alla quale si prevede la partecipazione di migliaia di fedeli.

Postulatore della causa di canonizzazione è padre Brian Kolodiejchuk, che ha incontrato madre Teresa nel 1977, entrando a far parte dei Missionari della Carità fin dal momento della loro fondazione nel 1984. Fu ordinato sacerdote nel giugno del 1985. Ha inoltre rivestito incarichi di formatore di novizi, superiore di comunità, consigliere generale dal 2001, e superiore generale della congregazione dal 2008.

La settimana scorsa è stato protagonista, insieme a Marcilio Haddad Andrino, ingegnere brasiliano che ha ricevuto un miracolo da lei e suor Serena, missionaria della Carità, dell’incontro conclusivo del Meeting dell’Amicizia tra i popoli.

Al termine dell’incontro ho potuto porre alcune domande al postulatore: perché in questo giubileo papa Francesco ha indicato madre Teresa come la santa della misericordia?

“Il Papa ha detto che misericordia significa letteralmente dare il cuore ai miseri. Questo è esattamente quel che ha fatto Madre Teresa. Anche papa Benedetto XVI aveva ricordato che la misericordia non deve calare dall’alto, ma richiede di dare qualcosa di sé. Madre Teresa non ha utilizzato molto la parola misericordia, l’ha messa in pratica con gesti concreti. Non parlava delle sue opere di misericordia, ma ha parlato dell’amore di Gesù verso gli ultimi. Papa Francesco utilizza l’espressione ‘amore tenero’, sempre per indicare che il gesto parte dal cuore. Madre Teresa ci insegna che essere misericordiosi, avere cura dei nostri fratelli e sorelle poveri, aiutarli nei loro bisogni, materiali o spirituali, non è un’opzione; è un comandamento, un obbligo per ognuno di noi. Avere cura gli uni degli altri significa mettere in azione la misericordia. La sua stessa vita era misericordia”.

Lei ha conosciuto personalmente madre Teresa: in quale modo una persona normale può diventare santa?

“Madre Teresa era una donna concreta, con i piedi ben piantati sulla terra. Era una persona che amava donarsi agli ultimi. E allo stesso tempo era una mistica. Aveva una forte unione con Cristo, ma paradossalmente era così unita con Lui che Cristo ha voluto condividere con lei la sua sofferenza. Sulla croce Gesù si è sentito abbandonato e ha gridato questo a Dio. Madre Teresa diceva che la condivisione della sofferenza di Cristo è la più grande povertà che si può sperimentare nel mondo. Essere non amati, non voluti, provare una solitudine profonda”.

La Chiesa indica i santi come modello da seguire: cosa si può imparare da madre Teresa?

“Penso che molte persone abbiano ancora tanto da imparare su madre Teresa. Lei è stata un profeta del nostro tempo e il suo messaggio è ancora essenziale e attuale per il mondo di oggi. Perché lei ci ha reso consapevoli della presenza dei poveri, della dignità di ogni persona, del valore della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, della chiamata di tutti alla vera missione sulla terra, cioè amare ed essere amati, amare fino a soffrire, per essere santi. Lei ha reso testimonianza al mondo che l’insegnamento di Gesù era vero; lei lo ha vissuto e lo ha tradotto in pratica”.

Cosa significava per madre Teresa essere vicino a chi soffriva?

“Voglio citare un fatto accaduto realmente alla madre: una volta andò da una malata e le disse che doveva essere lieta perché era così sofferente da essere vicina a Cristo. La donna le rispose che allora desiderava allontanarsi da Cristo, perché troppo acuta la sua sofferenza. Questo spiega perché ci sono così pochi santi nel mondo. Perché non si diventa santi, non si può diventare intimi di Gesù senza abbracciare la croce. Madre Teresa non cercava la sofferenza, la accettava. Il dolore non ha valore in sé, ma ha valore se viene accettato e poi offerto in unione con Gesù”.

Come intendeva la parola misericordia?

“L’intera vita di Madre Teresa ci insegna che la misericordia verso gli altri è una fonte di vita che trae origine dalla misericordia di Dio e dalla profonda convinzione del bisogno di misericordia da parte di ognuno di noi. La misericordia in azione ci mostra che, se una persona è misericordiosa, Gesù entra nelle sue azioni e moltiplica le grazie date e ricevute. Madre Teresa ha toccato milioni di vite e ha realizzato molto più di quello che può fare una persona normale, facendo leva esclusivamente sulle risorse umane. Una volta che ci si focalizza su Gesù e sulla sua misericordia, nulla è impossibile per chi Lo ama. Madre Teresa ci insegna che la misericordia guarisce anche chi la dona, il quale è più benedetto di colui che la riceve”.

Cosa ha significato per lei vivere accanto ad una santa?

“E’ stata una grazia; il più bel dono della vita”.

Ti potrebbe interessare