Madre Teresa Santa, la vita come atto di amore

Madre Teresa con Giovanni Paolo II
Foto: L'Osservatore Romano
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"Icona del Buon Samaritano, si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a fermarla". Parole di un Santo nei confronti di un'altra Santa. Giovanni Paolo II parlava così di Madre Teresa di Calcutta nel giorno della sua beatificazione il 19 ottobre 2003.

Gonxha Bojaxhiu era nata 26 agosto 1910 a Skopje. La vocazione religiosa matura da giovanissima e nel 1929 entra nelle Suore di Loreto trasferendosi in India. Assume il nome di Suor Teresa nel 1931 con l'emissione dei voti. Trasferita a Calcutta nel 1935, conosce la miseria in cui versano i più poveri della città e nel 1946 è autorizzata a lasciare il convento iniziando così una vita al servizio del prossimo.

L'esempio di Madre Teresa è contagioso: dal 1949 molte giovani si uniscono a lei e l'anno successivo Papa Pio XII autorizza l'istituzione della Congregazione delle Missionarie della Carità.

Da allora le vocazioni si moltiplicano e l'Ordine si allarga e nel 1968 Papa Paolo VI chiede a Madre Teresa di aprire una casa nei pressi della Città del Vaticano.

Il suo impegno a favore dei meno fortunati è universalmente riconosciuto. Nel 1979 le viene assegnato il Nobel per la Pace. In quella occasione destina la somma del premio ai poveri. Memorabile il discorso per la consegna del Premio. "Sento - disse Madre Teresa - che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te du uccidere me. Noi combattiamo l’aborto con l’adozione. Se una madre non vuole il suo bambino, lo dia a me, perché io lo amo".

Con il passare degli anni la salute di Madre Teresa si indebolisce mentre aumentano i suoi sforzi per i poveri.

La piccola Matita di Dio si spegne a Calcutta 5 settembre 1997.

Ha dato testimonianza - disse ancora Giovanni Paolo II proclamandola Beata - di "un vivere radicale e una proclamazione audace del Vangelo. Madre Teresa pone in rilievo il significato più profondo del servizio: un atto d'amore fatto agli affamati, agli assetati, agli stranieri, a chi è nudo, malato, prigioniero viene fatto a Gesù stesso". Ha vissuto quelle opere di misericordia che Papa Francesco, oggi, non cessa di ricordare a tutti.

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