Marcia per la vita di Berlino: "Dal 1995 abortiti in Germania 2,5 milioni di figli di Dio"

Una marcia di 4500 persone nella capitale tedesca per ribadire il diritto alla vita

Una immagine della Marcia per la Vita di Berlino 2021
Foto: twitter
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Circa 4.500 dimostranti sono intervenuti sabato scorso a Berlino alla XVII edizione della Marcia per la vita. La manifestazione a favore della vita più grande ed importante della Germania è stata organizzata dall’Unione federale per il diritto alla vita (Bundesverband Lebensrecht, BVL) e da quindici altre organizzazioni prolife per ribadire la contrarietà all’aborto e al suicidio assistito.

Dal palco allestito presso la Porta di Brandeburgo la presidente dell’Unione federale per il diritto alla vita, Alexandra Maria Linder, ha ricordato i risultati raggiunti dal movimento di difesa del diritto alla vita. Tra gli altri, il "grosso progresso" fatto dallo Stato del Texas, negli Stati Uniti, di vietare le interruzioni di gravidanza a partire dalla sesta settimana. O il mancato raggiungimento della maggioranza al Parlamento tedesco durante la votazione, a calendario lo scorso venerdì, sul divieto di pubblicizzare le interruzioni di gravidanza. La presidente Linder, ha poi suggerito – a pochi giorni dalle elezioni federali in Germania (che si svolgeranno il prossimo 26 settembre) – di pretendere dai candidati un programma di effettiva difesa della vita.

Il presidente del Consiglio della agenzia di stampa evangelica Idea, Helmut Matthies, ha denunciato la pratica di lasciare impunite interruzioni di gravidanza che invece, a determinate condizioni, sarebbero illegali. Questo avrebbe portato all’uccisione, dal 1995 ad oggi, di circa 2,5 milioni di "creature di Dio»" rendendo l’aborto, di fatto, la più grave offesa dei diritti umani.

Alla Marica per la vita hanno preso parte anche presuli, come Wolfgang Ipolt, vescovo di Görlitz (che, insieme al sacerdote serbo-ortodosso di Berlino Veljko Gacic, ha presieduto la messa ecumenica finale); Florian Wörner, vescovo ausiliario di Augusta, e Rudolf Voderholzer, vescovo di Ratisbona che, ai microfoni dell’emittente EWTN, ha definito la Marcia per la vita "una manifestazione ecumenica riuscita".

"Prima di discutere di cose teologicamente impraticabili – ha detto Voderholzer in riferimento all’intercomunione, ossia alla proposta di comune partecipazione di cattolici ed evangelici alla stessa mensa eucaristica – dovremmo impegnarci insieme per cose possibili, per esempio l’impegno politico sociale in riferimento alla difesa della vita".

Alcune centinaia di contromanifestanti - secondo dati la Polizia – hanno cercato di sabotare la manifestazione chiedendo accesso illimitato alle interruzioni di gravidanza e sostenendo il "diritto all’autodeterminazione sessuale". "Questi sforzi di disturbarci – ha commentato ancora il vescovo di Ratisbona – dimostrano che la Marcia per la vita rinvia qualcosa di importante e di sacro".

Il presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, Georg Bätzing, ha fatto pervenire agli organizzatori della Marcia un messaggio di saluto, sottolineando l’opposizione alla "concezione del Parlamento Europeo secondo la quale l’aborto di bambini non nati sarebbe un diritto umano. Una tale posizione politica non rende ragione della tragicità e della complessità delle situazioni, nelle quali la madre vede nell’aborto l’unica via di uscita. Madri o genitori che aspettano un figlio, che si trovano durante la gravidanza in difficili situazioni di emergenza, hanno bisogno della nostra solidarietà, del nostro aiuto concreto e del nostro sostegno".

La prossima edizione della Marcia per la vita di Berlino si svolgerà il 17 settembre 2022.

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