Martiri per salvare gli ebrei: la storia della famiglia Ulma all' Urbaniana a Roma

Famiglia Ulma
Foto: Facebook: Dialogo Interreligioso
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Nel 1939 Hitler cominciò la II guerra mondiale attaccando la Polonia, nel 1941 i tedeschi decisero di eliminare gli ebrei e l’anno successivo svilupparono il “piano generale di sterminio” di 11 milioni di ebrei in Europa. In quel periodo nella Polonia occupata vivevano circa 4 milioni di ebrei che corrispondevano al 10% della popolazione polacca.

Per questo motivo i tedeschi organizzarono i campi di sterminio proprio nelle aree occupate della Polonia, tra cui il famigerato lager di Auschwitz. Anche se i polacchi stessi furono oggetto di persecuzioni, intrapresero una vera campagna di aiuto agli ebrei, condotta dalle organizzazioni e associazioni clandestine, tra cui il Consiglio per gli aiuti agli ebrei detto “Zegota” fondato già nel 1942, e dalla gente nelle città e nei villaggi. 

Anche la Chiesa fu impegnata, organizzando aiuti materiali, nascondendo gli ebrei nelle case religiose e nei monasteri, incoraggiando ogni forma di aiuto, soprattutto attraverso l’esempio personale dei vescovi, dei sacerdoti e delle suore, che realizzavano in quei tempi bui e inumani l’idea dell’amore cristiano per il prossimo. Va ricordato un fatto importantissimo: gli occupanti tedeschi introdussero in Polonia una legge - unico caso in tutta l’Europa occupata - che puniva con la pena di morte qualsiasi aiuto dato agli ebrei.

Ma anche a rischio della propria vita, i polacchi salvarono tantissimi ebrei. Si valuta che circa 1 milione di polacchi in vario modo aiutarono degli ebrei riuscendo a portare aiuto e salvarne circa 300 mila. Per questo motivo sono il gruppo nazionale più numeroso tra i “"Giusti tra le nazioni": 6706 su 26513 (dati del 31 dicembre 2016).

Tra questi eroi c’è una famiglia di semplici contadini, la famiglia Ulma: il 24 marzo 1944, nel villaggio di Markowa, nel sud-est della Polonia occupata dai nazisti i gendarmi tedeschi fucilarono un’intera famiglia, gli Ulma appunto, compresi sei bambini (il settimo era nel grembo materno) per aver nascosto ed aiutato degli ebrei. Gli Ulma sono stati dichiarati dal comitato ebraico "Giusti tra le nazioni", mentre la Chiesa cattolica, tenendo conto del loro fervore religioso e del gesto estremo motivato dall’amore cristiano verso il prossimo, ha cominciato nel 2003 il processo diocesano di beatificazione.

Per ricordare il sacrificio della famiglia Ulma, l’Arcidiocesi di Przemyśl e la Fondazione Famiglia Ulma “Soar” sta organizzano a Roma, alla Pontificia Università Urbaniana, una mostra. All’inaugurazione che avrà luogo martedì, 27 novembre, alle ore 16,00 parteciperanno: il rettore Magnifico dell’Urbaniana, prof. Leonardo Sileo, mons. Adam Szal, arcivescovo metropolita di Przemyśl dei Latini (la diocesi dove abitavano gli Ulma), i rappresentanti del governo polacco, i rappresentanti dei “Giusti tra le Nazioni”, p. Bogusław Turek, sottosegretario della Congregazione delle Cause dei Santi.      

Durante l’inaugurazione il card. Angelo Amato SBD, prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, parlerà del “Martirio come il modo più sublime di seguire Cristo”, invece p. prof. Jan Mikrut dell’Università Gregoriana ricorderà “La persecuzione della Chiesa cattolica in Polonia durante la II guerra mondiale”, invece la famiglia Ulma sarà ricordata dal postulatore della loro causa di beatificazione, rev. Witold Burda. Seguirà l’esibizione artistica e la solenne inaugurazione della mostra.

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