Mediterraneo e accoglienza, un colloquio in Sicilia

Immigrati a Lampedusa
Foto: CC
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Dopo gli attentati di Parigi è più che mai necessario lavorare per un’Europa più accogliente e progettare un futuro più solidale, a partire dall’idea di un Mediterraneo che sia ponte e non confine.  Di fronte al dramma dei migranti in fuga dalle loro terre d’origine, occorre dunque un impegno comune e una effettiva assunzione di responsabilità da parte dei Paesi europei, a tutti i livelli, sottolinea il movimento ecclesiale “Rinascita Cristiana” che, con il “Mouvement International d’Apostolat des Milieux Sociaux Indépendants”, organizza dal 20 al 22 novembre, a Pozzallo, in Sicilia, il Colloquio “Mediterraneo: una strada nel mare. Migrazioni di popoli, culture e religioni”. 

L’obiettivo dell’incontro - che vedrà la partecipazione di delegati delle due realtà provenienti da Italia, Francia, Belgio, Malta, Portogallo e di alcuni rappresentanti del Consiglio d’Europa  e sarà concluso dal cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti - è infatti quello di trovare occasioni e modalità per informare sulla realtà delle migrazioni, valorizzare le attività già in atto, denunciare le eventuali derive per poi concordare una linea di azione comune.

L’iniziativa si pone “in profonda continuità con i famosi ‘Colloqui sul Mediterraneo’ organizzati da Giorgio La Pira, il Sindaco di Firenze originario di Pozzallo, che ha sempre portato nel cuore il 'suo' Mediterraneo”, sottolinea monsignor Nunzio Galantino, segretario generale delle Conferenza Episcopale Italiana, in un messaggio inviato agli organizzatori. “Confido che essa, con gli autorevoli relatori porti un contributo importante alla riflessione sul ‘Mare nostrum’ che aiuti a recuperare il ruolo del Mediterraneo nel costruire incontri tra persone di culture e religioni diverse. Oggi il Mediterraneo rischia - scrive Galantino - di ritornare ad essere un muro, una barriera per difendere i confini d'Europa, anziché ‘il Lago di Tiberiade’, sognato da La Pira, dove sentirsi sulla stessa barca, alla scuola del Maestro”.

“Mentre si sono aperte e chiuse altre frontiere, l’Italia continua ad accogliere. Nonostante una certa ‘sordità’ da parte dell’Europa, non rinunciamo a pensare al Mediterraneo come ad un luogo di dialogo, incontro e pace per tutto il Continente”, aggiunge da parte sua Francesca Tittoni Sacchi-Lodispoto, segretaria nazionale di Rinascita Cristiana.

Il Colloquio si aprirà venerdì 20 con i saluti di Serena Grechi, responsabile nazionale di Rinascita Cristiana, di Daniel Guery, segretario del Relais Européen del MIAMSI, di Annunziato Vardè, prefetto di Ragusa, di Luigi Ammatuna, sindaco di Pozzallo, a cui seguiranno gli interventi di Marcus Jaeger della Divisione migrazione-diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, e Michele Zanzucchi, direttore di Città Nuova.

La giornata di sabato 21 sarà dedicata al dibattito e ai lavori di gruppo che prenderanno il via dopo le tavole rotonde alle quali parteciperanno, tra gli altri, monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, Mechthilde Fuhrer, segretaria esecutiva del Dipartimento delle iniziative democratiche del Consiglio d’Europa, Katrine Camilleri, vice presidente del Jesuit Réfugies Service di Malta, padre Daniel Nourissat, vicario generale della Diocesi di Rabat (Marocco), Maurilio Assenza, direttore della Caritas di Noto. L’incontro si concluderà domenica 22 con l’intervento del cardinale Vegliò e con un messaggio finale.

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