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Membri e consultori del Dicastero dell’Educazione e la Cultura, quello che c’è da sapere

Papa Francesco rinomina i membri e i consultori del dicastero che ha unito la Congregazione per l’Educazione Cattolica e il Pontificio Consiglio per la Cultura. Varie facce note, qualche novità

I faldoni divisi per nazione negli uffici del Dicastero Educazione e Cultura | Vatican News I faldoni divisi per nazione negli uffici del Dicastero Educazione e Cultura | Vatican News

C’è il presidente mondiale della Fondazione Pontificia Scholas Occurentes. Ma c’è anche l’arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e responsabile del Giubileo 2025. Entra come membro Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero della Comunicazione. Ma si trova anche il vescovo emerito di Lugano, Valerio Lazzeri, che aveva lasciato l’amministrazione della diocesi lo scorso ottobre per stress. Sono tutte da leggere le nomine di membri e consultori del dicastero per l’Educazione e la Cultura.

Dicastero nuovo, nomine nuovo. Il dicastero è il frutto della fusione della Congregazione per l’Educazione Cattolica e il Pontificio Consiglio per la Cultura, ed è attualmente presieduto dal Cardinale Tolentino Mendonça. Le nomine di membri e consultori vanno lette attentamente, anche alla luce delle cooptazioni dai vecchi dicasteri. Con qualche novità, ad esempio l’assenza del Cardinale Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, che ha compiuto 80 anni e dunque non partecipa più ai lavori dei dicasteri.

In sintesi, come vanno interpretate le scelte del Papa?

Prima di tutto, c’è una linea di continuità. Papa Francesco aveva incluso, ad esempio, l’arcivescovo Victor Manuel Fernandez, suo teologo di fiducia, tra i consultori della Congregazione per l’Educazione Cattolica, e ora lo ha promosso “membro”, con maggiori responsabilità.

Restano tra i membri il Cardinale Luis Ladaria Ferrer, prefetto per il Dicastero per la Dottrina della Fede, e il Cardinale Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione. E resta anche il Cardinale Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, cui si aggiunge il Cardinale Jean-Claude Hollerich, che il Papa ha voluto relatore generale del Sinodo e che ora chiama come membro di un dicastero che sarà cruciale.

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Tra le new entry, anche il Cardinale Lazzaro You, prefetto della Congregazione per il Clero, e poi il Cardinale Jozef de Kesel, arcivescovo di Bruxelles e il Cardinale Gerald Lacroix, arcivescovo di Quebec, che in questi giorni era attivo in Vaticano per il convegno “Pastori e Fedeli Laici chiamai a camminare insieme”, nonché il Cardinale Celestino Aos Braco, arcivescovo di Santiago del Cile.

Più nutrita di prima la schiera di vescovi. Degno di nota la scelta di Franz-Josef Oveberbeck, vescovo di Essen, considerato in linea con il cammino sinodale della Chiesa. Ma c’è anche il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, a testimoniare che il Papa ha cercato di mantenere un equilibrio tra posizioni differenti.

La seconda cosa da notare è l’ingresso dei laici come membri, e non solo consultori, dei dicasteri. Non è una novità. Già dal 2021, il Papa aveva cominciato a nominare membri dei dicasteri dei laici. Per esempio, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale annoverava (da Annuario Pontificio 2022) ben 16 membri non sacerdoti, tra i quali sette donne. In questo caso, i laici sono tre, e l’unico con incarico vaticano è il prefetto Ruffini.

Ultimo tema, l’inclusione di alcune questioni che stanno a cuore al Papa. La nomina dei consultori è variegata, include persone di tutti gli orientamenti (anche il nuovo prefetto della Biblioteca Apostolica Mauro Mantovani e la presidente della Federazione Mondiale delle Università Cattoliche Capeloa Gil), ma presenta anche in particolare anche due nomine provenienti dalla fondazione pontificia Scholas Occurentes: José María Del Corral, che ne è Direttore mondiale, ed Enrique Palmeyro, che ne è Direttore mondiale ad honorem. Probabilmente un segnale che per il Papa il global compact per l’educazione parte da lì.