Mente, corpo, anima. Una conferenza internazionale e il videomessaggio del Papa

Il Papa invia un videomessaggio ai partecipanti al Convegno internazionale intitolato “Mente, corpo e anima”, una tematica sulla quale nel corso dei secoli si è impegnata la ricerca per la comprensione del mistero della persona umana.

Papa Francesco in un videomessaggio
Foto: Vatican Media / ACI group
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"Il vostro Convegno unisce la riflessione filosofico-teologica alla ricerca scientifica, specialmente nell’ambito medico. Questo mi offre anzitutto l’occasione per esprimere la comune gratitudine a chi ha scelto come impegno personale e professionale la cura dei malati e il sostegno dei più bisognosi". Così Papa Francesco saluta i partecipanti alla V Conferenza Internazionale “Exploring the Mind, Body & Soul. How Innovation and Novel Delivery Systems Improve Human Health” tenutasi online dal 6 all’8 maggio 2021.

“Mente, corpo e anima”, una tematica sulla quale nel corso dei secoli si è impegnata la ricerca per la comprensione del mistero della persona umana. "In questo periodo nutriamo tutti un sentimento di riconoscenza verso chi si dedica instancabilmente a contrastare la pandemia, che non cessa di mietere vittime e che, allo stesso tempo, mette alla prova il nostro senso di solidarietà e di fratellanza. Ecco perché pensare e tenere al centro la persona umana esige anche una riflessione sui modelli di sistemi sanitari aperti a tutti i malati, senza alcuna disparità", dice il Papa nel videomessaggio.

"Lo strato biologico della nostra esistenza, che si esprime attraverso la nostra corporeità, costituisce la dimensione più immediata, ma non per questo la più facile da comprendere. Non siamo spiriti puri; per ognuno di noi, tutto inizia con il nostro corpo, ma non solo: dal concepimento alla morte noi non semplicemente abbiamo un corpo, ma siamo un corpo – e la fede cristiana ci dice che lo saremo anche nella risurrezione –. La storia della ricerca medica ci presenta, a questo riguardo, una dimensione dell’affascinante viaggio dell’essere umano alla scoperta di sé stesso. E non pensiamo solo alla medicina accademica per così dire “occidentale”, ma alla ricchezza delle varie medicine nelle diverse civiltà del mondo. Senza dubbio, le scienze hanno aperto davanti a noi un orizzonte di conoscenze e interazioni che pochi secoli fa non erano nemmeno pensabili", spiega il Pontefice nel videomessaggio.

Per il Papa "la medicina costituisce un ponte tra le scienze naturali e quelle umane, tanto da essere stata definita in passato philosophia corporis, come testimonia uno dei manoscritti custoditi nella Biblioteca Apostolica Vaticana".

Altrettanto importante per il Papa è una seconda dimensione: quella della mente, "che costituisce la condizione di possibilità della nostra auto-comprensione". "Attualmente, si tende spesso a identificare tale costitutivo essenziale con il cervello e i suoi processi neurologici. Tuttavia, pur sottolineando la rilevanza vitale della componente biologica e funzionale del cervello, essa non è, però, l’elemento in grado di spiegare tutti i fenomeni che ci definiscono come umani, molti dei quali non sono “misurabili” e, dunque, vanno oltre la materialità corporea. Infatti, l’essere umano non può possedere una mente senza materia cerebrale; ma, nello stesso tempo, la sua mente non può essere ridotta alla mera materialità del suo encefalo. È un’equazione da seguire, questa", commenta ancora il Papa.

Poi c'è l’anima, il terzo elemento posto a tema del Convegno. "Anche se, nel corso del tempo, questo termine ha assunto diverse accezioni nelle varie culture e religioni, l’idea che abbiamo ereditato dalla filosofia classica assegna all’anima il ruolo di principio costitutivo che organizza tutto il corpo e dal quale originano le qualità intellettive, affettive e volitive, compresa la coscienza morale. Infatti, la Bibbia e, soprattutto, la riflessione filosofico-teologica con il concetto di “anima” definivano l’unicità umana, la specificità della persona irriducibile a qualsiasi altra forma di essere vivente, inclusa la sua apertura verso una dimensione soprannaturale e, quindi, a Dio. Questa apertura al trascendente, a qualcosa di più grande di sé, è costitutiva e testimonia il valore infinito di ogni persona umana. Possiamo dire, in linguaggio comune, che è come la finestra, che guarda e porta verso un orizzonte", spiega il Papa nel videomessaggio.

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