Ministri straordinari dell'Eucaristia, "esercito di consolazione per tante persone"

Il Pane e il Vino consacrati
Foto: Daniel Ibanez CNA
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“Sono un vescovo ausiliare di Roma, delegato per la pastorale sanitaria. Vi sto scrivendo io, perché il vostro è un servizio ai malati. Vi scrivo per dirvi prima di tutto grazie. Grazie perché con voi il Signore ogni giorno entra in tante case e in tanti luoghi di cura. Grazie perché voi siete un segno quotidiano di speranza per tanti che hanno bisogno di aiuto”. Con queste parole il Vescovo Paolo Ricciardi, Ausiliare di Roma per la pastorale sanitaria, si rivolge ai ministri straordinari dell’Eucaristia in una lettera scritta in collaborazione con l’Ufficio liturgico e il Centro per la pastorale sanitaria della Diocesi di Roma. 

Monsignor Ricciardi incoraggia i ministri straordinari nel loro impegno soprattutto nei confronti dei malati o degli anziani che desiderano “incontrare il Signore e sentirsi parte della comunità: la casa del malato o una stanza di ospedale è un altro tabernacolo cui accostarsi con delicatezza e rispetto. Nessuno può capire cosa prova la persona e la sua famiglia. Il suo letto, o la sua sedia a rotelle, è come la teca che custodisce l’Ostia”.

Il ruolo del ministro straordinario - prosegue Monsignor Ricciardi - è quello di “ponte tra la casa del malato e i sacerdoti, tra i malati e la comunità” e per questo  importante che i ministri straordinari facciano squadra in modo da “crescere nella fede, confrontarsi ed arricchirsi vicendevolmente”.

“Voi siete - scrive ancora il Vescovo Ricciardi - l’esercito della consolazione per tante persone. Voi siete Chiesa in uscita, tabernacoli in moto che ogni giorno percorrono le vie del mondo”.

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