Mio zio Papa Francesco, il racconto del nipote di Jorge Mario Bergoglio

Una immagine della intervista
Foto: EWTN
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Qualche giorno fa uno dei nipoti di Papa Francesco è stato a Roma in vista allo zio Papa.

Una occasione, in questi giorni in cui inizia il settimo anno di pontificato di Papa Francesco per ricordare con José Ignacio Bergoglio il momento in cui la famiglia ha saputo che Jorge Mario era stato eletto Papa.

Susie Pinto di  EWTN News Nightly lo ha incontrato.

"Quel giorno fu frenetico- spiega il nipote del Papa- Eravamo seduti lì a guardare la TV in attesa della fumata bianca, l'annuncio del nuovo Papa, per sapere chi sarebbe stato o diconoscere il profilo,  il nome che avrebbe scelto ... Quando abbiamo sentiamo il suo nome, Jorge Mario, è bastato un momento per essere staccato dal mondo reale, e subito il telefono ha iniziato a squillare, poi il campanello, persone che sono venute a congratularsi, per celebrare, per dire ciao ...rispondere  al telefono ai giornalisti ...

un momento molto forte perché abbiamo dovuto unire il momento che stavamo vivendo come una famiglia, ma anche il distacco umano, che è la cosa più difficile ... Quando ci si deve congedare dai familiari il distacco costa molto... e immaginiamo ancora di più essere eletto Papa con tutto ciò che implica. In Argentina erano le 4 del pomeriggio quando è arrivato l'annuncio e circa alle nove o dieci di sera abbiamo ricevuto la sua chiamata ... mia madre era in un mare di lacrime così tutto quello che ho fatto è stato dare il telefono a lei. Stavano parlando  abbiamo visto che quello che le ha detto l'ha tranquillizzata molto perché immediatamente la mamma ha smesso di piangere e l'angoscia era sparita. "

Il nipote del Papa aggiunge anche che Bergoglio non è affatto cambiato in questi anni: “ è per questo che continuano a chiamarlo padre Jorge perché l'umiltà con cui vive qui in Vaticano è la stessa con la quale è vissuto nell'Arcidiocesi per tutta la sua vita. "

E conclude "È stato uno dei pilastri di quello che sono oggi. Sono cresciuto con la mia famiglia materna, così lui, i miei zii, mia madre sono gli artefici di quello che sono oggi.”

José Ignacio ha detto che suo zio lo ha ispirato a creare la Fondazione "Haciendo Lío" in Argentina, che è dedicata a fornire assistenza ai più vulnerabili della società attraverso programmi di formazione e reintegrazione. Insieme a sua moglie e circa 900 volontari, gestiscono la ONG.

 

 

 

 

 

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