Monsignor Feroci: "I segni delle mascherine sono i segni della passione"

L'omelia di Monsignor Feroci nella Messa celebrata al Santuario romano del Divino Amore

Monsignor Enrico Feroci
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Continuano le Messe senza fedeli presso il Santuario del Divino Amore. Questa sera a celebrare è Monsignor Enrico Feroci, Parroco della Parrocchia di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva, Rettore del Seminario della Madonna del Divino Amore.

"Continuiamo il nostro cammino di Quaresima, questa Quaresima cosi difficile e dolorosa, carica di silenzio e preoccupazioni - commenta nell'omelia Monsignor Feroci -  Ci diciamo che siamo impauriti, sconcertati, abbiamo pianto vedendo le bare in attesa di sepoltura nelle chiese di Bergamo, ma allo stesso tempo siamo grati per il sacrificio dei medici, infermieri, forze dell'ordine, volontari". Solo oggi le vittime in Italia a causa del coronavirus sono state 627, secondo i dati della protezione civile di qualche ora fa.

"Oggi la Chiesa ci ha proposto per il nostro cammino spirituale la pagina del Vangelo come lampada per i nostri passi. Dio è l'uomo e l'uomo è Dio - continua Monsignor Feroci commentando il Vangelo odierno - Ma chi sei tu Gesù? Chi sei tu Cristo? E Gesù con l'umiltà di un buon maestro prende in mano quell'uomo, lo scriba, e ci prende per mano: io e il Padre siamo uno, una realtà sola".

"La fede e l'amore dice Gesù devono camminare insieme. Tornare a incontrare Dio nell'uomo, nell'ultimo, nel sofferente. Queste parole oggi ci tornano amplificate. Portare i segni delle mascherine impresse sul volto, sono i segni della passione. Questa sera qui preghiamo per i malati, per le famiglie e perchè il Signore ci aiuti a vederlo nel volto del prossimo. E che Gesù possa dire di ciascuno di noi come allo scriba: non sei lontano dal Regno di Dio", conclude infine Monsignor Feroci.

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