Monsignor Marcianò: "Mario non era un rassegnato! Anche noi non ci rassegneremo!"

Il ricordo di Monsignor Santo Marcianò, Arcivescovo ordinario militare per l’Italia, nell’omelia della celebrazione, a Somma Vesuviana, delle esequie del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ucciso la scorsa notte a Roma

Ricordo di Mario
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Mario, un giovane meraviglioso che ha scoperto il sapore dell’esistenza non nello sballo ma nel dono di sé: nel volontariato di barelliere all’Ordine di Malta, nell’essere uomo dei poveri e ultimi, dei senzatetto con i quali condivideva il suo tempo libero, i suoi averi, il suo sorriso”. Sono queste le parole di affettuoso ricordo di Monsignor Santo Marcianò, Arcivescovo ordinario militare per l’Italia, nell’omelia della celebrazione, a Somma Vesuviana, delle esequie del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, il carabiniere di 35 anni ucciso con undici coltellate a Roma nella notte del 26 luglio mentre, con un collega, era impegnato in una operazione in borghese.

Mario era un uomo amato e stimato da tutti, sposato da pochi giorni, aveva davvero tutta la vita davanti. Il brano del Vangelo letto lo stesso giorno del matrimonio tra Mario e Maria Rosa. Monsignor Marcianò ricorda ai presenti: "Oggi non avremmo voluto essere in questa Chiesa in cui alcuni di voi, poche settimane fa, sono stati riuniti da Mario e Maria Rosaria per celebrare nella gioia il grande mistero dell’amore. Basta! Basta piangere servitori dello Stato, giovani figli di una Nazione che sembra aver smarrito quei valori per i quali essi arrivano a immolare la vita. La morte di Mario risveglia in noi, in qualche modo, la nostalgia del sapore buono di valori come la legalità, la solidarietà, il coraggio, la pace…, troppo spesso sostituito dai sapori estremi del benessere, della violenza, delle dipendenze, che alterano il gusto della vita e non rendono capaci di custodirla".

Il feretro è avvolto nella bandiera italiana ed è portato a spalle dai carabinieri."Mario,sei uno di noi", si legge su uno striscione bianco. Un lungo applauso lo accompagna. Monsignor Marcianò commenta ancora nell'omelia: "Mario non era un rassegnato! Noi non siamo rassegnati e non ci rassegneremo! Perché, se Dio è amore, credere alla risurrezione non è vivere nella rassegnazione ma lottare con amore per un mondo migliore; come hai fatto tu, Mario".

Infine l'Arcivescovo ha indicato nel Cielo “il vero segreto di Mario”, “la straordinaria testimonianza di fede che lo ha reso ‘luce del mondo’ e rimane in ricordi intensi e commoventi: la promessa di matrimonio nella Grotta a Lourdes, i pellegrinaggi a Lourdes, Loreto, Medjugorie”.

 

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