Natale a San Pietro, un presepe peruviano per ricordare i 200 anni di indipendenza

Il Presepe dal Perù, L’albero di Natale dal Trentino. Tutto quello che c’è da sapere

Albero e Presepe 2020 in Piazza San Pietro
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Il Presepe viene dal Perù, l’albero viene dal Trentino. Arriveranno a piazza San Piero e vi saranno inaugurati il 10 dicembre, per rimanere esposti fino al 9 dicembre, festa del Battesimo del Signore.

Come ogni anno, piazza San Pietro si “addobba” per il Natale. È una tradizione iniziata nel 1982, da Giovanni Paolo II, perché prima le decorazioni natalizie c’erano solo all’interno del Vaticano, mai esposte.

I presepi di piazza San Pietro (disegnati da personale qualificato del Vaticano) sotto Giovanni Paolo II si sono ispirati alla classica capanna con tetto a falde, mentre con Benedetto XVI si sono arricchiti di personaggi e attività. Con Papa Francesco, ci sono stati anche presepi più particolari, come quello di sabbia nel 2018.

Quest’anno, il Presepe viene dal villaggio di Chopcca nelle Ande. Il presepe è composto da più di 30 pezzi e realizzata da cinque famosi artisti di Huancavelica, il dipartimento da cui proviene la Natività.

Il Presepe ha lo scopo di ricordare i duecento anni dell’indipendenza del Paese, mostrando uno spaccato della vita dei popoli delle Ande, e simboleggiare la chiamata universale alla salvezza. Il Presepe avrà statue a grandezza naturale del Bambino Gesù, di Maria, di San Giuseppe, dei Re Magi e dei pastori, realizzate in ceramica, regno di agave e vetroresina. Saranno vestite con i tipici costumi Chopcca.

Gesù avrà le sembianze di un bambino "Hilipuska", così chiamato perché avvolto da una tipica coperta Huancavelica ed è legato con un "chumpi" o cintura intrecciata. I Re Magi avranno delle bisacce o sacchi contenenti alimenti caratteristici di Huancavelica, come patate, quinoa, kiwicha, cañihua, e saranno accompagnati da dei lama che porteranno sul dorso una bandiera peruviana. La nascita del Salvatore sarà annunciata da un angelo bambino, che suonerà il tipico strumento a fiato chiamato Wajrapuco.

Oltre al bue e l’asinello, nel presepe ci saranno anche animali andini, come alpaca, vigogne, pecore, vizcachas, parihuanas e il condor andino.

La comunità Chpocca, con la sua cultura, tradizione e strumenti di lavoro, sarà rappresentata nel presepe in scala ridotta. I chopcca sono poco più di 10 mila, e sono una comunità rurale di lingua quechua a Est della città di Huancavelica.

L’abete proviene invece da Andalo, in Trenino, ed è un abete rosso di circa 28 metri, della Gestione Forestale Sostenibile del Gruppo Territoriale PEFC Trentino. Anche gli addobbi sferici in legno saranno curati dalla delegazione trentina, mentre l’illuminazione sarà curata, come di consueto, dal Governatorato.

Il Presepe in Aula Paolo VI viene affidato al gruppo giovani della parrocchia di San Bartolomeo Apostolo di Gallio, in provincia di Vicenza, i quali si sono ispirati allo stalotto, un rustico della zona destinato al ricovero degli animali, dove saranno ospitati pochi personaggi a grandezza naturale, tra cui la Sacra Famiglia, un pastore che porta un agnellino, un donna che tiene una colomba in un cestino.

Ci saranno degli animali da cortile e molti utensili usati un tempo dai contadini dell’altopiano

Presepe e albero saranno inaugurate alle 17 del 10 dicembre, con una cerimonia presieduta dall'arcivescovo Fernando Vérgez Alzaga, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Lo stesso giorno, nella mattinata, le delegazioni di Huancavelica, di Andalo e di Gallio saranno ricevute in udienza da Papa Francesco per la presentazione ufficiale dei doni.

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