Newman, il convertito amato dai Pontefici

Alcune riflessioni sulla canonizzazione di Newman del Centro internazionale amici di Newman

Il ritratto ufficiale del cardinale John Henry Newman
Foto: pd
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“Quando Newman una volta sentì dire che l’avrebbero chiamato santo, scrisse con il suo umorismo secco: “Non sono portato a fare il santo, è brutto dirlo. I santi non sono letterati, non amano i classici, non scrivono romanzi… Mi basta lucidare le scarpe ai santi, se san Filippo in cielo avesse bisogno di lucido da scarpe” (LD XIII 419).

Lungo tutta la sua vita Newman pensò di essere ben lontano dall’ideale della santità. Ma dalla sua ‘prima conversione’, all’età di 15 anni (1816), la sua aspirazione fu tutta rivolta a Dio, che aveva riconosciuto come Creatore e fulcro della sua vita”.

Si apre così la lettera che il “ Centro internazionale degli amici di Newman” ha inviato in occasione dell’annuncio della data della canonizzazione del teologo inglese.

L’idea stessa di santità per Newman aveva un significato particolare. “Nel corso della sua ‘prima conversione’ fece suo anche il seguente motto come principio di vita: “La santità piuttosto che la pace” si legge nella nota.

Scrivono i responsabili del Centro Amici di Newman di Roma  P. Hermann Geissler, FSO  e Sr. Birgit Dechant, FSO: “Un giorno dopo la sua morte il quotidiano inglese più famoso pubblicò un elogio funebre che terminava con queste parole: “Di una cosa possiamo essere certi, cioè che il ricordo di questa pura e nobile vita durerà e che… egli sarà santificato nella memoria della gente pia di molte confessioni in Inghilterra, se Roma lo canonizzi o no… Il santo che è in lui sopravvivrà” (The Times, 12 agosto 1890)”.

I pontefici hanno avuto sempre molta attenzione per il processo di canonizzazione di Newman: “Quando il 27 ottobre 1963 venne beatificato il passionista Domenico Barberi, che aveva accolto Newman nella Chiesa cattolica, Paolo VI disse a proposito di Newman: “guidato solo dall’amore alla verità e dalla fedeltà a Cristo, ha tracciato un cammino, il più impegnativo, ma anche il più grande, il più significativo, il più risolutivo che il pensiero umano ha mai intrapreso durante il secolo scorso, anzi si potrebbe dire durante il tempo moderno, per arrivare alla pienezza della sapienza e della pace”.

Giovanni Paolo II in una lettera del 7 aprile 1979, indirizzata all’Arcivescovo di Birmingham in occasione del centenario del Cardinalato di Newman, scrisse: “Newman, con visione quasi profetica, era convinto che egli stava lavorando e soffrendo per la difesa e la promozione della causa della religione e della Chiesa non solo nel periodo a lui contemporaneo ma anche per quello futuro. La sua influenza ispiratrice di grande maestro della fede e di guida spirituale viene percepita sempre più chiaramente proprio nei nostri giorni”.

E’ stato  Benedetto XVI, a beatificare Newman il 19 settembre 2010 a Birmingham, disse nel Discorso natalizio alla Curia Romana pronunciato il 20 dicembre 2010: “dobbiamo imparare dalle tre conversioni di Newman, perché sono passi di un cammino spirituale che ci interessa tutti”. 

Papa Francesco ha citato Newman nella Esortazione ApostolicaEvangelii gaudium . 

Per approfondire il pensiero del santo il sito dal Centro internazionale degli amici di Newman è una fonte di testi e approfondimenti come i testi delle conferenze tenute da P. Joseph Koterski, S.I. Il primo testo mira ad illuminare una questione filosofica importante che ha interessato il nuovo Santo per molto tempo: “Newman e i gradi della certezza”. Il secondo contributo dimostra che cosa significa la santità per il teologo inglese: “Che cosa faremo in cielo? Newman e la santità”.

 

 

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