Caracas , venerdì, 6. febbraio, 2026 14:00 (ACI Stampa).
Non era potuto venire al concistoro dello scorso 7-8 gennaio, perché non poteva viaggiare senza passaporto. E il passaporto gli era stato confiscato, senza una spiegazione precisa, mentre tentava di recarsi a un evento internazionale. Ma lo scorso fine settimana si è diffusa la notizia che il cardinale Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas, ha ricevuto il passaporto indietro.
La restituzione del passaporto è parte della decisione della presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez, di concedere un’amnistia generale, rilasciando tutti i prigionieri politici del Paese, nonché di chiudere quella che l’opposizione ha definito “una prigione di tortura”, ovvero la sede dell’intelligence interna Helicoide.
L'ex vicepresidente Delcy Rodríguez è diventata presidente del Venezuela dopo l'arresto dell'ex leader Nicolás Maduro da parte di un'unità delle forze speciali statunitensi all'inizio di gennaio e da allora ha intrapreso un percorso di riavvicinamento con gli Stati Uniti. Ha anche promesso passi avanti verso la democratizzazione del Paese. L'opposizione chiede elezioni anticipate.
Il cardinale Porras era senza passaporto da metà dicembre, quando gli fu impedito di imbarcarsi su un volo per la Colombia, da dove avrebbe proseguito per la Spagna. Ma già a ottobre le forze di sicurezza venezuelane avevano impedito al cardinale, che si recava a Roma per partecipare alla canonizzazione del medico venezuelano José Gregorio Hernandez.
In precedenza, il cardinale, che ha guidato l'arcidiocesi di Caracas fino al 2024, aveva nuovamente denunciato le gravi violazioni dei diritti umani in Venezuela e suggerito al regime dell'allora leader Maduro di utilizzare la canonizzazione per liberare tutti gli 866 prigionieri politici in Venezuela.



