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Non era potuto venire al Concistoro. Ora il cardinale Porras ha di nuovo il passaporto

Dopo la confisca e l’impossibilità di lasciare il Paese per mesi, al cardinale è stato restituito il passaporto

Cardinale Baltazar Porras | Il cardinale Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas | Daniel Ibanez / ACI Group Cardinale Baltazar Porras | Il cardinale Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas | Daniel Ibanez / ACI Group

Non era potuto venire al concistoro dello scorso 7-8 gennaio, perché non poteva viaggiare senza passaporto. E il passaporto gli era stato confiscato, senza una spiegazione precisa, mentre tentava di recarsi a un evento internazionale. Ma lo scorso fine settimana si è diffusa la notizia che il cardinale Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas, ha ricevuto il passaporto indietro.

La restituzione del passaporto è parte della decisione della presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez, di concedere un’amnistia generale, rilasciando tutti i prigionieri politici del Paese, nonché di chiudere quella che l’opposizione ha definito “una prigione di tortura”, ovvero la sede dell’intelligence interna Helicoide.

L'ex vicepresidente Delcy Rodríguez è diventata presidente del Venezuela dopo l'arresto dell'ex leader Nicolás Maduro da parte di un'unità delle forze speciali statunitensi all'inizio di gennaio e da allora ha intrapreso un percorso di riavvicinamento con gli Stati Uniti. Ha anche promesso passi avanti verso la democratizzazione del Paese. L'opposizione chiede elezioni anticipate.

Il cardinale Porras era senza passaporto da metà dicembre, quando gli fu impedito di imbarcarsi su un volo per la Colombia, da dove avrebbe proseguito per la Spagna. Ma già a ottobre le forze di sicurezza venezuelane avevano impedito al cardinale, che si recava a Roma per partecipare alla canonizzazione del medico venezuelano José Gregorio Hernandez.

In precedenza, il cardinale, che ha guidato l'arcidiocesi di Caracas fino al 2024, aveva nuovamente denunciato le gravi violazioni dei diritti umani in Venezuela e suggerito al regime dell'allora leader Maduro di utilizzare la canonizzazione per liberare tutti gli 866 prigionieri politici in Venezuela.

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Il Paese, ha spiegato in occasione della canonizzazione, si trovava in una "situazione moralmente inaccettabile" a causa della restrizione delle libertà civili, della crescente povertà, della militarizzazione, della violenza e della corruzione. Maduro ha successivamente accusato Porras di aver deliberatamente manipolato Papa Leone XIV e di averlo ingannato sulla situazione in Venezuela.

Il cardinale Porras è punto di riferimento del Venezuela da tempo, ed ha una grande fama mondiale. Tuttavia, Porras ha sempre avuto un rapporto difficile con il governo autocratico di Maduro e con il suo predecessore Hugo Chávez (1999-2013).

Dal 1999 al 2006, Porras ha presieduto la Conferenza Episcopale Venezuelana; fino al 2011 è stato Primo Vicepresidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM). Per lungo tempo, Porras ha guidato l'Arcidiocesi di Mérida (1991-2023) e successivamente, per un breve periodo fino al suo pensionamento per raggiunti limiti di età, l'Arcidiocesi di Caracas.

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