Nosiglia: "Contro la famiglia vi è una cultura apertamente anticristiana"

Monsignor Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino
Foto: Massimo Masone_LaVoceEilTempo
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"La festa della Madonna Consolata ripropone con evidenza il fatto che Dio interviene nella storia umana con segni concreti di cambiamento che operano salvezza per tutti". Lo ha detto Monsignor Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, nell'omelia della Messa in occasione della Festa della Madonna Consolata.

"Proprio l’incarnazione di Cristo - ha aggiunto - ci rivela che dentro la storia umana fatta di guerre, tragedie e sofferenze, di conquiste affascinanti della scienza e della tecnica, di bellezza e di amore, c’è la presenza forte, amorevole e determinante di Dio, del suo Figlio Gesù Cristo il Dio con noi".

Bisogna dire "no - ha sottolineato Monsignor Nosiglia - a una religione considerata solo come un bello scenario di cartapesta posto alle spalle del teatro dove si recita la vita e la storia degli uomini, un riferimento concettuale e virtuale che ha poco a che fare con il vissuto quotidiano del nostro amare, sperare, soffrire, progettare e lavorare". E bisogna anche dire "no a una religione e a una fede disincarnata e chiuse nel culto o nel rito di una tradizione ingessata e statica".

Guardando alla sua Diocesi, L'Arcivescovo ha osservato come "la famiglia" sia "stata il volano del progresso sociale e anche economico di queste terre e ha sempre rappresentato la realtà più forte su cui si è sviluppata l’educazione delle nuove generazioni a quei valori che hanno fatto grande la tradizione religiosa, culturale e sociale del Piemonte. È la famiglia infatti che ha tenuto fermi questi valori conservandoli e rinnovandoli in uno sforzo di unità costante sul piano umano, spirituale e sociale. Una famiglia stabile e solidale fondata secondo il progetto di Dio sul matrimonio tra un uomo e una donna, fonte prima della vita dei rispettivi figli, è il volano di un sano e duraturo progresso anche economico e sociale. Solo così si costruisce il futuro di un popolo".

"Oggi - ha denunciato il presule - assistiamo ad un progressivo sgretolamento di questo tessuto familiare, eroso da una cultura sempre più consumista, individualista ed edonista, spesso apertamente anticristiana".

A Maria Consolata l'Arcivescovo Nosiglia affida - concludendo - "tante famiglie che vivono situazioni difficili per motivi di sofferenze fisiche e morali, perché la madre di Dio infonda in loro il coraggio di sperare comunque in un cambiamento positivo della loro realtà avvalendosi del loro amore e della fede nel Signore. Invito le istituzioni della nostra città e provincia, il mondo del lavoro e della cultura a operare per offrire ai giovani un reale sostegno alla loro scelta matrimoniale e familiare, mediante una politica sociale volta a soddisfare le loro necessità circa la casa, il lavoro, l’apertura alla vita dei figli e la loro educazione. A voi giovani dico: non abbiate paura di scegliere il progetto di vita cristiana sul matrimonio e la famiglia. Anche se vi appare impegnativo esso rappresenta la via responsabile per realizzare nella fedeltà e nella gioia più vera e profonda, la sete di amore che pulsa nel vostro cuore".

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