Nosiglia: davanti alla Sindone, seguiamo il modo di Maria di portare la Croce

La Sindone con gli occhi della Madre, la ostensione a Torino

L'arcivescovo di Torino prega davanti alla Sindone
Foto: Vatican Media
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Ci sono molti modi di portare la croce, quello del Cireneo è uno dei più comuni, ma c’è poi il modo di Maria “è la croce del dolore di madre, che vive la solitudine e l’abbandono; è la croce dell’offerta del proprio sacrificio in unione a quello del Figlio per redimere il mondo dal peccato e dalla morte. E' via di solidarietà, dunque, e di amore, dono di sé e atto di confidenza in Dio e di speranza”.

Lo ha ricordato l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia nella omelia durante la liturgia per la preghiera davanti alla Sacra Sindone custodita nel duomo di Torino ed esposta con la sua teca.  

Il rito ha seguito la liturgia dell’ Ora della Madre con una prima parte di meditazione sul  calvario del Signore e nella seconda parte la preghiera con occhi e il cuore della Madre  di Gesu’ nel momento supremo della sua morte e sepoltura.

L’arcivescovo ha commentato che il modo di Gesù e quello di Maria di portare la croce sono “una cosa sola” grazie a Gesù stesso che “quando dall’alto della sua croce, vedendo Giovanni e la Madre, li affida l’uno all’altro. Così la croce dei discepoli viene associata a quella di Maria e diventa scelta di amore e di consolazione, e quella di Maria viene associata a quella dei discepoli e diviene intercessione e mediazione di grazia”.

Per questo la preghiera è a Maria, la Madre, che “aiuta i figli a portare la croce del Figlio suo.  Maria si fa presente sempre in ogni casa ed in ogni vita dove c’è la prova e la sofferenza; è presente quando la Chiesa è nella persecuzione, quando nel mondo è in pericolo la pace.Ella è presente, perché è la Madre a cui ogni uomo è stato affidato affinché trovi in lei la sponda desiderata per vincere la paura della croce e vivere nella speranza della vittoria pasquale”.

E ha concluso: “Come ci ha ricordato papa Francesco il nostro sguardo incrocia anzitutto quello di Gesu’ stesso  che dalla Sindone  ci invita ad andare oltre il mistero della sua passione e morte e apre il nostro cuore insieme a tutta la Chiesa perché vediamo il suo volto  in quello di tanti nostri fratelli e sorelle sofferenti, poveri e bisognosi di affetto e di sostegno umano e spirituale, mentre lodiamo e rendiamo grazie al Signore  sicuri  e   gioiosi   della sua risurrezione  e professiamo con fede : il tuo amore è per sempre”.

 

 

 

 

 

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