Nuova luce sull' "Incendio di Borgo" di Raffaello

L'incendio di Borghi
Foto: AA
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“ Incendio di Borghi pronto!” è affascinante ascoltare per caso come un custode delle Stanze di Raffaello risponde al telefono.

Eppure è così, ogni stanza ha un nome famoso e legato all’affresco principale che l’urbinate creò per il Papa Giulio II che non voleva usare gli Appartamenti Borgia e si spostò in quest’altra ala del Palazzo. Affreschi che hanno coperto altri affreschi di artisti come Piero della Francesca o Luca Signorelli secondo quello che scrive il Vasari.

Oggi dopo secoli, restauri e miliardi di occhi che le hanno ammirate, quelle stanze hanno un rinnovata illuminazione. Tenue e delicata come dovevano essere le luci per le quali sono stati dipinti gli affreschi.

E così la Scuola di Atene nella Stanza della Segnatura, l'Incendio di Borgo, la Stanza di Eliodoro e della Sala di Costantino sono illuminate grazie ai led della OSRAM. Come spiegano ai Musei Vaticani si è seguito il concetto dei 'colori corrispondenti' già utilizzato per il rinnovo della luce nella Cappella Sistina, circa 2400 Led con un elevatissimo livello di integrazione geometrica permettono nelle Stanze di esaltare in modo naturale i colori usate da Raffaello con un impatto sia ambientale che sulle opere minimo.

Dopo l'illuminazione progettata per la Cappella Sistina e poi quella per Piazza San Pietro prosegue il “cambio delle lampadine” nei Musei. “Grazie alla collaborazione con Osram riusciamo a ottenere il 70% di risparmio di energia elettrica rispetto a prima” dice Barbara Jatta che dirige i Musei.

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