Ordine di Malta, l'attenzione torna al servizio per gli ultimi

Gran Cancelliere Albrecht Boeselager
Foto: AA
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Punto e basta, si volta pagina. L’idea che oggi il Governo del Sovrano Ordine di Malta in una affollatissima conferenza stampa romana, voleva trasmettere è questa. Insomma, si abbassino i riflettori sulle polemiche e si riaccenda invece la luce sul gran lavoro delle migliaia di volontari che lavorano in tutto il mondo.

Certo, la ricostruzione precisa dei fatti sarà per gli storici, ma intanto il Gran Cancelliere Albrecht Boeselager è stato il vero protagonista. Laico, avvocato, sposato, impegnatissimo da decenni nelle attività dello SMOM, fratello di un finanziere che è nel board dello IOR, ha tenuto testa al Gran Maestro che gli aveva imposto le dimissioni in punta di diritto. Formalmente errata la procedura, come ha spiegato ai giornalisti di tutto il mondo.

Alla fine Fra’ Matthew Festing, fino a  sabato 28 gennaio Gran Maestro, ha ceduto al Papa ed è andato via. Le voci, le supposizioni, si intrecciano con la realtà. Lettere del Papa e del Segretario di Stato, colloqui, prese di posizione e visioni diverse sull’Ordine e sul suo lavoro hanno di fatto creato ora una situazione per cui ci sarà un delegato del Papa, certamente con più poteri del cardinale Patrono, che già rappresenta il Papa allo SMOM, per rimettere in ordine le cose. Ma non è esattamente chiaro cosa. Per ora. Il cardinale Burke è, insieme a Boeselager e Festing, l’altro protagonista di questa vicenda.

Una vicenda che ha fatto perdere allo SMOM e alla sua attività migliaia di donazioni. E considerando che donazioni e volontariato sono la forza che permette ai Cavalieri di Malta di aiutare gli ultimi in tutto il mondo, il danno è grave.

Nella conferenza Boeselager “ha ringraziato Papa Francesco per la sua guida che ha aiutato a portare a conclusione la crisi di governo. Egli sottolinea che in tutte le sue decisioni il Pontefice ha mostrato rispetto e considerazione per l’Ordine di Malta, riconoscendo, al tempo stesso, in ogni suo atto, la sovranità dell’Ordine” come si legge nella nota ufficiale.

Poi una “marcia indietro” a cancellare gli ultimi due mesi di governo. Un gesto forte che non tutti nell’Ordine hanno apprezzato, ma sicuramente necessario una volta che la questione è arrivata al Papa.

Quindi, ecco la dichiarazione per il futuro: “non permetteremo che le recenti distrazioni nel governo dell’Ordine mettano a repentaglio le nostre attività umanitarie e socio-sanitarie” ha detto Dominique de La Rochefoucauld, Grand’Ospedaliere.

Attività permesse dalla Sovranità e dalla rete diplomatica  che hanno “un ruolo trainante nella capacità dell’Ordine di prestare servizio alle persone  in difficoltà ed è un bene per la Chiesa Cattolica”.

Il campo operativo è vasto: “La  cooperazione e il coordinamento con l’UNHCR, la missione ONU in Libia, la missione navale mediterranea SOPHIA e l’organizzazione internazionale per la migrazione OIM”. E poi la Siria, e della Libia dove “una delle equipe mediche dell’Ordine è attualmente impegnata in un’importante  missione formativa a bordo della nave San Giorgio, che è parte dell’Operazione Sophia nel Mediterraneo”. Il tema dei migranti, tanto caro a Papa Francesco è in primo piano: “Siamo allarmati e preoccupati  dal proliferare di posizioni discriminatorie nei confronti degli immigrati, basate, non ultimo, sulla loro nazionalità. La storia ci ha già fornito numerosi esempi che mostrano le drammatiche e mostruose conseguenze di politiche basate sulle origini e sulle etnie”.

Le domande fioccano e il Gran Cancelliere è bravissimo a rimanere sul generico, e sul tecnico senza mai entrare in argomenti che potrebbero riaccendere le polemiche.

Arriva qualche informazione pratica. “L’elezione del successore del Gran Maestro avrà luogo nei prossimi tre mesi, come previsto nella Costituzione dell’Ordine di Malta. Il Luogotenente ad interim, Fra’ Ludwig Hoffmann von Rumerstein, convocherà il Consiglio Compìto di Stato, l’organo elettivo, che è composto da una rappresentanza internazionale di membri dell’Ordine. Essi si riuniranno nella Villa Magistrale dell’Ordine a Roma”.

Poco più di un’ora molte foto, e Boeselager raggiunge l’auto targata CD che lo attende a pochi passi dalla Sala Stampa Estera che ha ospitato la conferenza.

Ora è tempo di riprendere il cammino, ma certo non sarà facile, anche perché ancora non è chiaro che cosa davvero dovrà fare il delegato che Papa Francesco ha deciso di mandare allo SMOM.

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