Oriente cattolico, una storia raccontata con la realtà pastorale di oggi

Oriente Cattolico, i volumi
Foto: AA
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“Un omaggio alle Chiese dell’Oriente cristiano, cattoliche e ortodosse, e ai loro numerosi martiri e confessori della fede”.  E’ anche questo come ha detto il cardinale Sandri Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali presentando la ultima edizione di Oriente Cattolico , tre volumi che raccolgono storia ed attualità delle Chiese cattoliche di rito orientali.

“I cristiani d’Oriente - ha detto il Cardinale pagano un pesantissimo tributo all’odio che perseguita i cristiani o li divide tra loro. Molti dei nostri fratelli e sorelle in Cristo hanno perduto tutto, in fuga dalle loro città e villaggi, dispersi lontano dalle loro terre e dalle comunità d’origine. Altri sono stati presi in ostaggio e sono reclusi nelle prigioni per la sola ragione di credere in Gesù Cristo”.

Una scelta specifica anche quella del francobollo commemorativo, stampato a conclusione di ciascuno dei tre volumi di Oriente Cattolico: “il Dicastero ha scelto non solo di celebrare la memoria della sua attività centenaria, ma altresì di mettere in risalto il «manifesto» identitario e programmatico in cui ritrovare il senso ultimo della propria missione al servizio delle Chiese cattoliche orientali. La Comunione eucaristica è icona della centralità della liturgia, culmen et fons della vita cristiana”.

Nel centenario della sua fondazione la Congregazione per le Chiese orientali ha pubblicato così la quinta  edizione di Oriente cattolico dopo quelle del 1929, 1932, 1962 e 1974. Alla presentazione hanno partecipato il segretario della Compagnia di Gesù, padre Antoine Kerhuel, e lo storico Andrea Riccardi oltre all’arcivescovo Cyril Vasil’, segretario della Congregazione per le Chiese orientali.

Gianpaolo Rigotti, dell’archivio della Congregazione ha messo in luce il quadro storico, geografico e amministrativo delle Chiese d’oriente. Si tratta di una pubblicazione seriale, la cui Commissione scientifica, era presieduta e coordinata da Ronald G. Roberson, c.s.p., e composta dai gesuiti Vincenzo Poggi (1928-2016) e Robert Taft, e dall’abate benedettino Michel Van Parys.

Inoltre la Congregazione orientale per la prima volta compartecipa con l’Editore Valore Italiano alla diffusione dell’opera non solo nella pregevole veste cartacea, ma anche nella versione digitale.

Quasi 1.000 pagine la ricostruzione storica, quanto più obiettiva possibile, e lo stato attuale delle Chiese orientali cattoliche, quelle ciòè, di matrice ortodossa orientale e ortodossa bizantina in comunione con la Chiesa romana dopo gli scismi del primo millennio.

Chiese minoritarie si ma veri ponti per la fede. Ecco perché 100 anni fa si è giunti alla fondazione della Congregazione per la Chiesa Orientale, ai decreti del concilio ecumenico Vaticano II Orientalium Ecclesiarum e Unitatis redintegratio (1964) e alla, la promulgazione del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (1990), la Lettera apostolica Orientale lumen e l’enciclica Ut unum sint (1995) di san Giovanni Paolo II, fino ad arrivare, nel 2012, all’esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente di Benedetto XVI.

Si tratta di circa 20 milioni di fedeli sparsi in ogni parte del mondo su un totale di un miliardo e trecento milioni di cattolici nel mondo. E anche la Chiesa latina è presente in “Oriente Cattolico” grazie al lavoro di  Giuseppe Maria Croce.

Una caratteristica del volume è la ricca cartografia che evidenzia l’assetto attuale sul territorio delle Chiese cattoliche orientali che mette in luce come la metà di esse gravitino attorno al Mediterraneo, e richiama i temi cruciali del dialogo fraterno con le Chiese sorelle ortodosse e ortodosse orientali, e della cittadinanza condivisa con i credenti dell’Islam.

“Le carte geografiche- ha spiegato - Giampaolo Rigotti- parlano anche di una convivenza con il disagio economico, con l’insicurezza, con la persecuzione, che ha costretto in passato e costringe ancora molti cattolici orientali ad abbandonare le loro case. Oggi sono più di quattro milioni i cattolici orientali in diaspora, pari a quasi un quarto del totale”. C’è poi una “capillare mappa della carità”.

E se tutte le strade portano a Roma è vero che l’Oriente è romano fin dai tempi più antichi. Roma era una città dove si parlava più il greco che in latino in certi tempi e la presenza orientale è ancora oggi vivacissima. Basta pensare ai collegi: Collegio Greco, Collegio Maronita, Collegio Armeno, Collegio Etiopico, Collegio Russo, Collegio Ucraino, Collegio Pio Romeno, Istituto San Giovanni Damasceno e Collegio Santa Maria del patrocinio per religiose orientali.

E ovviamente dal 1917 il Pontificio istituto Orientale, istituto superiore di ricerca della Chiesa cattolica per le varie discipline dell’Oriente cristiano, unico al mondo.

Il volume è arricchito anche da trentacinque tavole a colori di affreschi, mosaici, icone e dipinti custoditi in Vaticano, a Roma e a Grottaferrata.

Grande il patrimonio liturgico che viene presentato e raccolto in sette riti o famiglie liturgiche orientali sono in uso oggi: il rito armeno, il bizantino, il copto, l’etiopico e tre riti siriaci: l’assiro-caldeo, il siro-antiocheno e il siro-maronita.

Nel suo saluto il segretario della Compagnia di Gesù ha ricordato il legame dei  gesuiti con le Chiese orientali, e in particolare l’impegno che nasce nel 1584 con l’inizio del Collegio Maronita.

Una caratteristica è che i tre volumi avranno una edizione digitale che darà continuamente aggiornata. Tra i relatori Andrea Riccardi  che ha ricordato che il mondo dell’ Oriente cattolico non si presta alla semplificazioni schematiche.

Riccardi ha ricordato che l’edizione del 74 era una guida, ma quella attuale è ben più completo e complesso, una vera enciclopedia storica e di attualità sulle Chiese cattoliche d’ Oriente.

Dal Concilio ad oggi molto dialogo ecumenico si è svolto, ma i cattolici d’ Oriente hanno sempre potuto essere una realtà speciale con una missione speciale.

Superato l’uniatismo, non si può dimenticare il martirio soprattutto nei paesi domini dal comunismo. Un mondo di dolore e di fedeltà. Il martirio di oggi è certo diverso, ma continua ad essere la cifra della vita quotidiana in molti paesi.

Riccardi ha ripercorso la storia della nascita delle Chiesa orientali di tradizione e romane di fedeltà.

La cattolicità del resto è affamata di Oriente, oggi nutrimento di una visione ecumenica. Riccardi ha ricordato l’ importanza della Congregazione in un’epoca in cui le religioni perdono il contatto con la cultura a favore di emotività e fondamentalismi.

E la Chiesa non si misura a colpi di numeri, ha concluso, e anche se il numero dei fedeli non è altissimo, il loro ruolo è fondamentale per aprire le via del futuro con una missionarie totalmente nuova.

C’è poi la presenza della diaspora, in Occidente, che mette a confronto Oriente ed Occidente anche all’interno di ogni fedele.

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